SQUADRA DI SOCCORSO IN VALANGA ALLA RICERCA DEL RAGAZZO SCOMPARSO A PIETRALUNGA

Una squadra del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza, costituita da una Unità Cinofila da Valanga e due tecnici e trasportata sul luogo con un elicottero, ed una squadra di soccorso in valanga del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria, hanno continuato oggi le ricerche del ragazzo scomparso a Pietralunga.

Le ricerche hanno avuto come centro la casa, in località Castelguelfo, in cui il ragazzo era stato avvistato per l’ultima volta giovedì sera, ed hanno coinvolto la zona circostante, che al momento è purtroppo coperta da diversi metri di neve, caduta in abbondanza anche durante l’ultimo fine settimana.

La squadra di soccorso ha raggiunto il luogo, distante oltre 1km dalla strada battuta dai mezzi spazzaneve, utilizzando sci da sci alpinismo e ciaspole: la quantità di neve, infatti, non permette di percorrere questo tratto senza attrezzatura.

Le ricerche, proseguite per tutta la giornata, hanno avuto esito negativo: le tracce del ragazzo, infatti, si fermano nella casa, dove nella nottata di domenica i primi soccorritori avevano ritrovato il borsone del ragazzo.

SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA (SASU) PRESENTE ALL’EXPO EMERGENZE E NELL’EMERGENZA NEVE

foto Silvia S. Parasecolo

Dal 9 al 12 febbraio nella grande rassegna  di Bastia Umbra  sono state illustrate   le attività degli operatori del soccorso tecnico-sanitario in ambiente impervio. Non sono mancati interventi reali dovuti all’emergenza neve.

Si è conclusa Expo Emergenze la prima rassegna in ambito di sicurezza ed emergenza del centro Italia, con grande interesse dei visitatori che hanno avuto potuto conoscere lo stand espositivo del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), il quale ha effettuato dimostrazioni di soccorso tecnico-sanitario in ambiente ostile e presentato alcune delle specialità che lo contraddistinguono e lo integrano alle attività di Protezione Civile, in occasione di eventi calamitosi o di ricerca di persone disperse.

Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è presente in modo capillare sul territorio della nostra Regione con una Stazione Alpina ed una Speleologica. Conta 80 elementi tra Tecnici ed Operatori Tecnici tutti preparati e formati per intervenire con competenza ed in sicurezza in ambiente impervio. Tra le file del CNSAS medici e infermieri, si muovono fra alpini, speleologi e torrentisti. Le tre scuole, Alpina, Speleo e di Torrentismo, lavorano in sinergia per omologare ed aggiornare continuamente le competenze tecnico-sanitarie dei propri medici, infermieri e tecnici. E’ stato evidenziato, durante tutte le giornate dimostrative della manifestazione, come gli aspetti sanitari del soccorso in ambiente impervio, sono forzatamente influenzati dalle caratteristiche ambientali in cui gli operatori si trovano ad agire. Il loro operato è infatti subordinato sia alle condizioni meteorologiche (temperatura, neve, pioggia, vento), che alle caratteristiche morfologiche del terreno (parete rocciosa, grotta, forra)  e, naturalmente, non può non tener conto dei tempi  di raggiungimento ed evacuazione  dell’infortunato. La rapidità o meno dell’intervento condiziona i tecnici nelle modalità di organizzazione delle manovre di soccorso. Per tali motivi le normali procedure di soccorso adottate nell’emergenza territoriale, non possono essere utilizzate e vengono riadattate alle caratteristiche del luogo in cui si svolge il soccorso.

L’area fieristica del SASU è stata arricchita dalla presenza di unità operative nazionali, come la camera iperbarica mobile, realizzata con il contributo del Dipartimento Nazionale Protezione Civile, unità cinofile molecolari per ricerca dispersi e il nuovissimo centro operativo mobile del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo, caratterizzato da innovativi sistemi tecnologici.Naturalmente  non poteva mancare il camper allestito a centro operativo mobile della Provincia di Perugia che, a seguito della convenzione firmata tra Soccorso Alpino e Speleologico Umbria e Provincia di Perugia, è stato messo a disposizione del SASU per interventi di soccorso ed esercitazioni accrescendo l’efficienza nell’emergenza.

 

Si evidenzia che in questi giorni di maltempo numerosi tecnici del SASU sono stati impegnati contemporaneamente, in supporto al Servizio Protezione Civile della Regione Umbria, in attività di soccorso neve.

Silvia Sigali Parasecolo

CONVENZIONE TRA PROVINCIA DI PERUGIA E SOCCORSO ALPINO e SPELEOLOGICO UMBRIA (SASU)

foto Silvia S Parasecolo

Perugia, 7 febbraio 2012, Sala “Umberto Pagliacci” – Provincia di Perugia - Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa per la firma della convenzione fra Provincia di Perugia ed il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) per attività di controllo e prevenzione in ambienti naturali impervi e promozione del territorio montano.

“Si tratta di un accordo molto importante per la nostra Regione nel campo dell’emergenza – ha detto l’assessore alla  Protezione civile Roberto Bertini – che coinvolge due corpi altamente specializzati come la Protezione Civile regionale ed il Soccorso Alpino e Speleologico che è presente in Umbria da tempo con una Stazione Alpina ed una Speleologica”.

La convenzione  prevede la stretta collaborazione tra i due organismi in situazioni emergenziali critiche ed in particolare prevede la cooperazione dei due corpi nelle attività di progettazione e programmazione di piani o attività inerenti i territori montani ed in progetti e iniziative che abbiano lo scopo di migliorare la sicurezza dei lavoratori, dei frequentatori e dei residenti nel territorio montano.

Al centro del rinnovato rapporto si valorizza la prevenzione  “questo accordo – sottolinea l’assessore Bertini – vuole evidenziare l’impegno del nostro ente per la sicurezza dei cittadini che in primo luogo si traduce nella prevenzione”,  “Da anni la tendenza generale alla prevenzione” – sottolinea Mauro Guiducci delegato del Servizio regionale Soccorso Speleologico del CAI – è cresciuta e al soccorso in montagna e in ambiente impervio, si è affiancata così una serie di attività parallele che riguardano il settore della sicurezza. Il Soccorso Alpino e Speleologico Umbro SASU ha di fatto attuato le proprie azioni di prevenzione sia incentivando la preparazione tecnica ed il miglioramento dei metodi di intervento, sia intraprendendo azioni di informazione, formazione, promozione della propria attività e ricerca di nuovi materiali ed attrezzature “.

Conoscenza e prevenzione sono basilari per “crescere” in ambito di sicurezza applicata al mondo della montagna, in estate come in inverno.  Informazioni sulle condizioni in montagna e sulle previsioni meteo, conoscenza del territorio, interpretazione dei “segnali” della montagna sono il bagaglio tecnico-culturale che ogni frequentatore dovrebbe avere.

“Nel corso degli anni si è visto come informare abbia diminuito il numero degli incidenti in montagna, per quanto riguarda gli iscritti CAI” interviene il presidente della sez. CAI di Perugia Angelo Pecetti.

Per rendere più sicuro l’approccio alla montagna il camper della Provincia verrà messo a disposizione del SASU, perché possa essere utilizzato come base di appoggio nelle emergenze. Un camper che sarà adibito ad ufficio mobile ed utilissimo per soddisfare l’esigenza di dare sempre più sicurezza a coloro che amano frequentare le montagne umbre. Insomma un grande aiuto in uno degli ambiti del soccorso che richiede un impegno sempre maggiore.

Silvia Sigali Parasecolo

IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA (SASU) INTERVIENE A POLINO

Tecnici e sanitari del Soccorso Apino  Speleologico Umbria (SASU) intervengono alle richieste di aiuto di un settantaquattrenne solo ed isolato dal freddo.

Il freddo di queste giornate non risparmia chi, solo e con poche possibilità di movimento, si sente isolato e colpito da malore.

Forse lo spavento del momento od anche la paura di essere lontano dalla civiltà in tali luoghi isolati da freddo e neve, M. G. 74 anni, risiedente a Polino (TR), questo pomeriggio ha avuto la prontezza di avvertire i soccorsi dello stato in cui versava.

Immediato l’intervento di una squadra di tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico, comprendente un sanitario, che lo ha trasportato in ospedale per gli accertamenti e le cure necessarie. Presentava segni di lieve ipotermia e stato confusionale, ma in condizioni generali comunque buone.

Molte le squadre di soccorso impegnate in queste giornate in interventi causati da freddo e neve, si tratta però in questo caso più di un intervento sociale che sanitario, in quanto l’anziano viveva solo, isolato e riscaldato soltanto da una stufetta.

Silvia Sigali Parasecolo

SICURI CON LA NEVE SUI MONTI SIBILLINI

foto Silvia Sigali Parasecolo

Si è tenuta il 15 gennaio 2012 la Giornata nazionale di prevenzione degli incidenti da valanga

 

Sicuri con la Neve” è una giornata nazionale di sensibilizzazione e prevenzione degli incidenti in montagna nel periodo d’innevamento.. Un momento di riflessione per tutti coloro che praticano attività sportive o escursionistiche sulla neve fresca o fuori dalle piste battute. Tutti i frequentatori della montagna dovrebbero conoscere i rischi e i comportamenti che possono innescare le valanghe, saper valutare i pendii ed evitare i pericoli, ma anche e soprattutto saper utilizzare i materiali di autosoccorso, per la loro stessa sicurezza e per quella degli altri.

Dopo il grande successo delle scorse edizioni anche quest’anno la giornata nazionale di sensibilizzazione continua ad essere un appuntamento imperdibile, utile e divertente, che rientra nella campagna per la prevenzione degli incidenti in montagna intrapresa da decenni dal Club Alpino Italiano e dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Quest’anno inoltre, nella nostra regione, la manifestazione rientra nell’ambito del progetto denominato “Parchi Attivi”, di cui la Regione Umbria ne è titolare. Il progetto, al quale partecipano attivamente per le loro specificità il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) e il Gruppo Regionale CAI Umbria ha come finalità, attraverso le discipline sportive, quello della massima valorizzazione delle aree naturali protette. Le due Organizzazioni Umbre hanno realizzato per  l’intera giornata una postazione in Val di Canatra, nei  Monti Sibillini, per informare e sensibilizzare i tanti frequentatori delle montagne umbre e prevenire gli incidenti da valanga.

La poca neve caduta in questo inizio di stagione non ha scoraggiato gli oltre 250 partecipanti  fra sciescursionisti, amanti delle ciaspole, ragazzi dell’Alpinismo Giovanile, turisti, soci CAI e non, che durante la giornata di domenica 15 gennaio, hanno visitato lo spazio attrezzato, prendendo parte attivamente a dimostrazioni ed esercitazioni. I Tecnici del SASU hanno infatti tenuto lezioni di ricerca dispersi in valanga testando insieme ai ragazzi dell’Alpinismo Giovanile CAI di Terni, l’uso di strumenti quali ARTVa e sonda, indispensabili in caso di soccorso sulla neve. La giornata di sensibilizzazione ha previsto molteplici attività: presso il “campo neve” rimasto aperto dalle 9:00 alle 17:00, tecnici e medici del Soccorso alpino, istruttori ed esperti del Club alpino italiano, hanno presentato i diversi tipi d’attrezzatura e le varie tecniche di ricerca e di trasporto barella in montagna e dedicato momenti delle escursioni ad approfondimenti sui comportamenti da tenere nelle varie situazioni che si possono presentare nel corso di un’escursione.. E’ stato questo un importante momento per la valorizzare del lavoro di questi “professionisti della montagna” che costituiscono, senza dubbio alcuno, i riferimenti d’eccellenza per avvicinarsi alla montagna in modo adeguato. La preparazione dell’escursione attraverso lo studio del percorso e l’attenta verifica dei bollettini nivo-meteorologici non sono ancora pratiche acquisite da tutti; mentre il possesso di apparecchiature di autosoccorso specifiche come l’ARTVa, la pala e la sonda, ancora non troppo diffuso, oppure che  troppi palesano di non saper usare con dimestichezza nelle operazioni di autosoccorso, sprona a continuare nell’azione di prevenzione. Un successo insomma, al di sopra delle aspettative, specialmente per l’interesse riscosso.

Silvia Sigali Parasecolo

GIONATE DI FORMAZIONE PER OPERATORE DI SOCCORSO SPELEOLOGICO

Nelle giornata di sabato e domenica 28 e 29 gennaio si è svolto il corso per operatore di soccorso speleologico organizzato dalla scuola regionale umbra di soccorso speleologico.
Gli obiettivi di queste due giornate di formazione sono stati:
* dare un metodo per comprendere l’esecuzione delle manovre di recupero
* conferire gli strumenti per poter entrare nell’organizzazione e gestione della squadra in ambito operativo
* dare le basi per comprendere l’organizzazione del CNSAS a livello regionale e nazionale
Gli strumenti utilizzati sono stati palestra nel primo giorno di sabato e grotta domenica.
Nel giorno di sabato sono stati trattati i seguenti argomenti:
* autosoccorso uomo a uomo
* ancoraggi e attacchi – catena di sicurezza
* teoria del paranco e sue applicazioni
* organizzazione dei sacchi medici ed inbarellamento
* collegamento della barella alle corde di tiro e sicura
* realizzazione il recupero a paranco con uscita standard e uscita stendi panni
* realizzazione di un recupero a contrappeso con uscita standard e  stendipanni
Domenica è stato messo in pratica quanto visto in palestra all’interno della Grotta del Chiocchio.
Nella fattispecie sono state realizzate due squadre, le quali hanno realizzato il recupero del pozzo alberta e del pozzo panino con le tecniche trattate in palestra. È stata poi condotta la barella fino all’uscita della grotta utilizzando tutte le tecniche di trasporto.
Complessivamente le due giornate, a nostro avviso, sono state molto produttive.
Abbiamo cercato di dare l’opportunità a tutti di vedere le stesse manovre di recupero, realizzate prima in un set pulito quale la palestra e poi in ambiente ostile quale la grotta .
Il riscontro è stato assolutamente positivo; infatti nonostante la scarsissima partecipazioni di tecnici formati (TSS), le squadre composte da pochi OSS formati e dai formandi, hanno eseguito tutte le manovre con linearità e precisione, commettendo solo quelle piccole e ammissibili inesattezze, indispensabili, all’inizio, per poter digerire bene ogni tipo di manovra. Concludendo vorremo fare un elogio alle persone che si sono impegnate nella formazione in questi due giorni, con dedizione e generosità.
Cristiano Parasecolo
Istruttore Scuola Regionale Speleologia

ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA IL CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO E IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Roma, 24 gennaio 2012 – E’ stato sottoscritto oggi un Accordo Quadro di cooperazione tra il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) e il Corpo Forestale dello Stato (C.F.S.), presso l’Ispettorato Generale del C.F.S. in Roma.

Il Corpo Forestale dello Stato rappresentato dal Capo del Corpo Cesare Patrone e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, rappresentato dal Presidente Pier Giorgio Baldracco hanno siglato oggi un accordo che istituzionalizza un rapporto di collaborazione già in essere da diverso tempo tra i due Corpi, i cui punti salienti comprendono: operatività, formazione e prevenzione degli incidenti finalizzata a ridurne il numero in montagna.

Erano presenti inoltre all’incontro per il C.F.S. Il Capo del Servizio Primo ing. Fabrizio Bardanzellu, il Capo Divisione Terza ing. Mauro Capone, il Responsabile Nazionale Soccorso Alpino C.F.S. dott. Giancarlo Papitto, per il C.N.S.A.S., il Consigliere Nazionale Adriano Favre, il Presidente del Servizio Regionale Puglia William Formicola, il Presidente del Servizio Regionale Lazio Massimo Mari.

Roberto Carminucci

Coordinatore nazionale CCD

GRIGLIA DI ACCESSO AL CORSO FORMAZIONE OPERATORI DI SOCCORSO IN FORRA

foto Silvia S. Parasecolo

Domenica 22 gennaio si è svolta a Madonna dello Scoglio in Valnerina, la griglia d’ingresso per accedere alla Formazione SNaFor. Erano presenti 14 candidati del Soccorso Apino e Speleologico Umbria SASU, divisi tra Squadra Alpina e Squadra Speleo, che hanno affrontato varie  problematiche: dalla  stesura del mancorrente e progressione in discesa ed in salita, fino alle calate svincolabili, il tutto inframezzato da verifica di nodistica, autoassicurazione e soste d’abbandono.

E’ questo l’inizio di un iter che si prefigge l’approfondimento delle tecniche di soccorso negli ambienti acquatici, quali canyon e gole, sempre più frequentate da turisti ed amanti delle nuove discipline sportive quali il rafting ed il canyoning, che trovano adepti anche nel centro Italia.

Le forre accomonunano le difficoltà delle grotte, a quelle della montagna, unite, ai problemi legati all’acquaticità; pertanto le tecniche utilizzate per la progressione ed il soccorso sono un mix di derivazione speleologica ed alpinistica, con elementi propri, dovuti alla presenza di cascate e correnti spesso impetuose.

Le griglie di accesso alle formazioni richiedono standard elevati di preparazione in rispondenza al fatto che gli interventi avvengono spesso in condizioni estreme, atta a ridurre il rischio dei soccorritori stessi. Esercitazioni e formazioni occuperanno diverso tempo ai nuovi entrati, ma sono questi momenti importanti ed essenziali per la nuova squadra che, se arriverà indenne a fine percorso, si integrerà con quella già presente e qualificata all’interno della Delegazione Umbra.

Silvia Sigali Parasecolo

Prima giornata del modulo formativo neve per Operatori di Soccorso Alpino

Domenica 21 gennaio al Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è svolta la prima giornata di formazione in ambiente innevato rivolta agli aspiranti Operatori di Soccorso Alpino (OSA) del Servizio Regionale Umbria del CNSAS. All’evento hanno partecipato gli aspiranti OSA che ad ottobre hanno superato con esito positivo la verifica tecnica del modulo formativo roccia. Il gruppo Partito dal Pian Perduto di Castelluccio di Norcia è salito per il canale diretto alla cima di Palazzo Borghese per poi scendere dal canale di San Lorenzo dell’Argentella. Durante la giornata oltre a provare i vari tipi di ancoraggio che è possibile realizzare su neve, utili per la calata di una barella con infortunato su pendio, sono state approfondite le tecniche di movimentazione individuale mediante l’utilizzo di sci da scialpinismo, ramponi e Piccozza.
Importante per la riuscita di un intervento di soccorso oltre alle tecniche specifiche di movimentazione della barella è fondamentale essere allenati e muoversi in maniera adeguata sul terreno innevato, ed è per questo motivo che gli eventi formativi si svolgono in ambiente reale.
Alla giornata effettuata ne seguiranno altre dove si affronteranno argomenti quali la ricerca di sepolti in valanga ed il soccorso complesso su neve.
Al termine dell’iter formativo gli aspiranti verranno sottoposti a verifica da parte della Scuola Nazionale Tecnici (SNATE) la quale rilascerà la qualifica di Operatore di Soccorso Alpino (OSA) che è la qualifica base prevista nel CNSAS per essere operativo.

Foto e testo di

Angelo Grilli

Cane da soccorso, un amico di poche pretese

f.to Silvia Parasecolo

Racconto di una giornata sulla neve accanto agli amici a quattro zampe e i loro conduttori, in un’esercitazione interregionale ai Prati di Stroncone - 

Seguire le tracce, selezionare gli odori e scovare i figuranti in attesa, per sapere di aver raggiunto l’obiettivo. Segnalare poi il tutto, al suo istruttore. Questo e molto altro deve saper fare un cane da soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Il cane da ricerca è innanzitutto un compagno di vita e una presenza disciplinata, obbediente e coraggiosa ed un amico affidabile. Cane e conduttore lavorano insieme per diventare un’unità indissolubile: l’unità cinofila. Lui arriva dove l’intervento umano può essere difficoltoso (una fitta boscaglia, una valanga o peggio ancora una zona di macerie). In questo caso il cane diventa l’alter ego dell’uomo seguendo comandi dati a distanza, spesso solo a gesti: qualsiasi operazione di soccorso necessita di un’ottima comunicazione tra il conduttore e il suo cane, realizzata con molte ore di addestramento. Una decina, con altrettanti istruttori del corpo, quelli che si sono ritrovati a Prati di Stroncone, per un’esercitazione interzonale. Una giornata di lavoro con simulazioni operative di impiego cani da ricerca in superficie, cani molecolari e di un cane da soccorso per la ricerca di persone travolte da macerie.

Kamilla e Lisa, le cosiddette classe A, hanno aperto i giochi compiendo il ritrovamento del figurante in modo ottimale. E’ stata poi la volta di Piero che con grande agilità ha portato a termine i suoi esercizi e a ruota lo ha seguito Ugo anche lui Tolling Retriver che con allegria e diligenza svolge alla perfezione i suoi compiti. Emma e Charlie, i cani delle unità cinofile da ricerca di superficie (UCRS) dell’Umbria,  dopo un primo ritrovamento senza traccia, hanno eseguito con dovizia altri esercizi di ricerca cercando di intercettare la fonte dell’emanazione (cono di odore) che si propaga intensa all’origine e rarefatta lontano dalla fonte. Il lavoro di questi cani può sembrare complesso ai profani come me, in realtà, se il cane è motivato, risulta alquanto semplice perché sfrutta il suo senso più sviluppato.

Flap per esempio è un cane da maceria ed i suoi esercizi sono mirati alla ricerca di persone disperse nel corso di frane, terremoti, alluvioni o crolli. La sua agilità è chiara ed evidente. Le sue sono, oltre che prove di obbedienza e fiuto, delle prove di passaggio e superamento ostacoli. PierGiorgio è un Bloudhound ed è l’ultimo  a muoversi, forse per il suo faccione un po’ sornione. In realtà la sua agilità sorprende quando lo si vede in azione. Questi cani sono dotati di un olfatto sensibilissimo: memorizzano infatti molecole di odore quasi inesistenti e riescono a seguire queste minime tracce anche dopo giorni. L’obiettivo per lui è seguire una complessa traccia lasciata dal figurante e raggiungerlo senza concedersi distrazioni. Esercizio eseguito lla perfezione naturalmente, riuscendo in tal modo a mostrare come questi animali possano essere addestrati per seguire le tracce olfattive di una persona dispersa anche per diversi giorni, in situazioni estreme dovute a valanghe, boschi, luoghi affollati, al chiuso o all’aperto e come sia fondamentale l’intesa tra il soccorritore e il suo cane.

L’addestramento specifico del cane da ricerca inizia dopo un corso di educazione base e si protrae in maniera continuativa per tutto il periodo di tempo in cui il cane è in servizio attivo. La Scuola Nazionale, inoltre, garantisce la preparazione tecnica ed operativa di ogni realtà locale, dettandone linee guida coerenti con i miglior standards mondiali. Si tratta di cani affidabili, dunque, dal punto di vista dell’obbedienza e che hanno con il conduttore un rapporto consolidato basato sulla buona comunicazione. In più, il cane che inizia l’addestramento per la ricerca ha dimostrato di possedere doti di fiuto, curiosità e interesse per il lavoro specifico. L’Unità Cinofila da Ricerca del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è affiatata, solidale, inscindibile e sinergica insieme, rappresentata dal Cane con il proprio Conduttore.