Ritrovato anziano disperso allontanatosi dalla casa di riposo

foto Francesco Berti

8 dicembre 2011 – Stroncone -M.P., anziano ospite della casa di riposo Villa Giulia a Col Martino, nei pressi di Stroncone, si era allontanato nella prima mattina di oggi facendo perdere poi le sue tracce. I responsabili della casa di riposo, non vedendolo tornare, hanno avvertito con tempestività le autorità competenti.

Si è immediatamente messa in moto la macchina dei soccorsi coinvolgendo i Carabinieri, gli uomini della Protezione Civile di Stroncone e il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria SASU.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino CNSAS dell’Umbria, ha fornito, oltre le due squadre di ricerca di superficie ed un’unità cinofila da ricerca di superficie (UCRS), tutta la sua esperienza in fatto di  coordinamento delle operazioni necessarie ad interventi in luogo impervio .

Grazie a ciò sono terminate poco prima delle 13:00 le operazioni di recupero di M. P. che, seppur stanco, è stato ritenuto dai sanitari che lo hanno visitato, in buone condizioni e portato con l’ambulanza presso l’Ospedale vicino.

Silvia Sigali Parasecolo

foto Silvia Sigali Parasecolo

foto Silvia Sigali Parasecolo

Esercitazione Sater 2011 – Aereonautica Militare – CNSAS – Marina Militare

Piani di Verteglia, Monte Terminio (AV). Conclusa l’esercitazione nazionale di Soccorso aereo dell’Aeronautica Militare e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).  L’esercitazione ha simulato la ricerca di due aerei dispersi a seguito di un incidente nella zona dei Monti Picentini. I velivoli, due AMX, erano in “ricognizione a vista” ed hanno dato l’ultimo segnale nella zona di Contursi (AV). Quasi contemporaneamente segnalazioni pervenute al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) da parte di alcuni abitanti di Acerno e di un cercatore di funghi di Bagnoli Irpino (AV), comunicano boati ed esplosioni in zona. Gli elicotteri di soccorso dell’Aeronautica Militare decollano da Grazzanise (CE) e incominciano a perlustrare la zona, mentre il Soccorso Alpino e Speleologico contatta l’aeronautica militare per comunicare le segnalazioni ricevute. Il CNSAS viene coinvolto nelle ricerche (in base al protocollo di collaborazione AM-CNSAS) per le operazioni di terra, vista la natura impervia del territorio. Durante la giornata di martedì 15 novembre, due elicotteri hanno sorvolato la zona dei Monti Picentini alla ricerca dei velivoli. Uno viene individuato, mentre dell’altro vengono avvistati i rottami da alcuni escursionisti, nella zona del Lago Laceno. Dopo la sospensione notturna, le ricerche sono ricominciate mercoledì 16 novembre e si sono protratte per tutta la giornata. Sono state utilizzate 9 squadre tecniche (ognuna di 4 elementi), due squadre con unità cinofile da ricerca di superficie e due squadre medicalizzate, tutte del CNSAS. Grazie alle perlustrazioni aeree e alle segnalazioni pervenute durante le operazioni, è stato possibile individuare un’area all’interno della quale concentrare le ricerche. In particolare le squadre sono state convogliate in tre zone: la Valle dei Lupi, la zona di Acerno e il Lago Laceno. Intorno alle 15 di oggi i piloti dell’ AMX biposto (uno dei due velivoli dispersi) sono stati individuati. Le squadre medicalizzate hanno provveduto alla stabilizzazione dei feriti e all’imbarellamento, utilizzando presidi del CNSAS. Gli infortunati sono stati elitrasportati a bordo di un HH-3F e di un AB 212 e consegnati ai sanitari della misericordia di Montella e della CRI al posto medico avanzato, allestito all’interno del campo base, sui Piani di Verteglia. Data la natura impervia delle zone di ricerca, tutte le operazioni di sbarco ed imbarco dagli elicotteri, sono state effettuate con la tecnica del verricello e con i velivoli in stato di hovering. La manovra ha coinvolto tre elicotteri dell’Aeronautica Militare provenienti da Grazzanise, Cagliari e Pratica di Mare e un elicottero della Marina Militare. I tecnici del CNSAS impiegati durante le due giornate sono stati circa cento, provenienti da: Campania, Puglia, Molise, Calabria, Lazio, Marche e Umbria.

Commissione Comunicazione e Documentazione (CCD)

Rossana D’Arienzo Addetto Stampa CNSAS Campania

Pubblicato in News

Verifica di ingresso degli aspiranti Operatori di Soccorso Speleologico

Si è tenuta domenica 6 novembre presso la Grotta del Chiocchio a Castagnacupa di Spoleto, la griglia di ammissione aspiranti del Servizio Regionale Umbria IV Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il superamento di tale verifica comporta l’inizio di un percorso approfondito che, nel giro di un anno circa, eleverà la qualifica di  aspiranti a quella di “Operatore di Soccorso Speleologico”. Il tragitto è duro e molto selettivo ma è questo il primo passo per poter essere operativi all’interno del corpo. Durante la verifica i ragazzi hanno dato modo di dimostrare la loro preparazione: armo della progressione, realizzazione di armi volti ad evitare l’acqua in possibili cascate, soccorso diretto “uomo a uomo” e prova di arrampicata in un pozzo di circa 20 metri con grado di difficoltà 4+. Oltre tutto ciò gli aspiranti hanno dimostrato la loro capacità di progressione in ambiente ipogeo trasportando ognuno un sacco attrezzisti del peso di 15 chili, sotto l’occhio attento degli istruttori ed aiuto istruttori della scuola regionale del Soccorso Speleologico Umbria.

Nella stessa giornata alcuni Tecnici di soccorso speleologico “TSS”  hanno sostenuto il mantenimento della loro qualifica con aggiornamenti da parte dell’Istruttore della Scuola , discutendo metodologie d’azione, nuove tecniche e modelli operativi.

La giornata nel complesso è stata molto ricca, sicuramente formativa per i futuri Operatori ed anche impegnativa per i Tecnici che, a fine verifica, hanno espresso giudizi positivi sul comportamento degli aspiranti in grotta e sulle future capacità di soccorrere in ambiente ipogeo.
Silvia Sigali Parasecolo
Pubblicato in News

Castelluccio di Norcia: parapendio precipita

Questo pomeriggio un pilota tedesco quarantaseienne, specializzato in volo di parapendio, si trovava sopra il rifugio Perugia, nei pressi di Castelluccio di Norcia, quando perdendo il controllo della vela, è precipitato rovinosamente.  Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) sono intervenute sul posto insieme al 118 e ad una squadra dei Vigili del Fuoco. Grazie al coordinamento della Protezione Civile di Perugia è intervenuto un elicottero dell’esercito AB412, decollato da Viterbo che, in volo con NVG (Dispositivo per la visione notturna), ha prelevato, insieme al tecnico di Elisoccorso del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino (CNSAS) e un medico del 118, la barella trasportandola all’Aeroporto di Perugia. Per accogliere il pilota ferito era stata appositamente aperta l’Aviosuperficie di Terni attrezzata con piazzola certificata per l’atterraggio notturno, ma non vi era disponibilità di posti all’Ospedale di Terni. L’assenza poi di piazzole, nei pressi dell’Ospedale di Perugia ha richiesto l’intervento del coord. della Protezione Civile che, ritardando la chiusura dell’Aeroporto Internazionale di Sant’Egidio, ha consentito l’atterraggio del mezzo.

Il pilota, che riportava diverse fratture, è stato quindi trasportato in ambulanza presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia per accertamenti e cure.

Silvia Sigali Parasecolo

L’Italia e Ploner ancora campioni del mondo di deltaplano

 

Dopo dodici anni i cieli italiani, e per la terza volta il territorio umbro, sono tornati ad essere protagonisti di uno sport che sa sempre offrire forti emozioni. Due settimane di mondiale rese difficili della perturbazione che ha portato maltempo e forti venti: condizioni pericolose per il volo in sicurezza dei piloti. E’ per questo che commissione piloti e commissione sicurezza hanno potuto dare il via a sole due gare (task) che hanno però regalato forti emozioni a chi era presente ai decolli e in particolare in atterraggio, dove i deltaplanisti hanno mostrato performance spettacolari che pochi sport sanno regalare.

Si è svolta questa mattina la cerimonia di chiusura del diciottesimo mondiale alla quale hanno partecipato i 146 piloti, provenienti da 35 nazioni differenti, i loro accompagnatori, gli oltre trenta ragazzi dello staff organizzatore dell’evento e le autorità locali. Così come nel giorno di apertura della manifestazione sportiva, anche oggi il sole era presente in piazza Martiri dove alle 10.30 il corteo degli sbandieratori di Gubbio ha coinvolto i presenti con musica e arte del gioco della bandiera. A seguire il corteo si è spostato nel parco di Villa Anita dove hanno avuto luogo le premiazioni. Gli interventi dell’assessore allo sport della Provincia di Perugia Roberto Bertini e il sindaco di Sigillo Riccardo Coletti hanno ringraziato Flavio Tebaldi, team leader e organizzatore del mondiale, il suo “splendido team” e i piloti che hanno partecipato, sottolineando la soddisfazione per la buona riuscita delle gare e per il sano spirito agonistico portato in questi giorni nel territorio umbro, nonostante il tempo non sia stato favorevole. Presente per la prima volta a Sigillo anche il presidente dell’Aero Club d’Italia senatore Giuseppe Leoni che, constatando la vocazione naturale della zona per il volo libero, ha promesso di impegnarsi per far sì che Sigillo possa diventare il fulcro italiano della scuola estiva di volo libero. “La nostra squadra di deltaplano è sul podio più alto – puntualizza Leoni – e percorriamo in volo oltre200 chilometri, molti di più rispetto ad altri sport che preferiti dai media”. Ringraziamenti anche da parte di Tebaldi verso istituzioni, elo staff, oltre all’Aero Club che ha permesso la candidatura dell’Italia a questi mondiali.

Una manifestazione davvero riuscita, grazie alla sinergia tra Regione, Provincia, operatori, assessori dei paesi del comprensorio, partner, sponsor, la collaborazione con l’Associazione OperatoriParco del MonteCucco rappresentati da Francesca Fantozzi e naturalmente grazie anche alla partecipazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino nei suoi rappresentanti della Regione Umbra che in ogni giornata di volo sono stati presenti, con tecnici a terra e tecnici di  elisoccorso, a presidiare le zone di interesse.

Ufficio Stampa del Mondiale: Barbara Valla

Ritrovato il ragazzo scomparso ad Otricoli.

22 luglio 2011 – Ore 20:15

Si sono concluse nel migliore dei modi le ricerche di P.H. il ragazzo tedesco che ieri pomeriggio, dopo una reazione abbastanza violenta in seguito ad una lite con l’amica che lo ospitava, si è allontanato da casa sfuggendo al controllo del suo tutore.

Dalle 13.00 di oggi, momento in cui è partita la denuncia, ha operato la squadra dell’Umbria del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con anche una unità cinofila da ricerca in superficie (UCRS).

I tecnici del CNSAS hanno diretto le ricerche di un’area di circa 45 ettari, ispezionandone 15 ettari reali. Oltre ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Municipale, alle ricerche si sono aggiunti anche una quindicina di volontari della Protezione Civile La Rocca di Poggio (di Otricoli).

Alle ore 20.30 circa le operazioni sono state interrotte in quanto, nei pressi della Stazione di Narni Scalo, è stata ritrovata la bicicletta del ragazzo scomparso. Ci è voluto poco per Carabinieri e Polfer che, con un’attenta ricerca, lo hanno ritrovato proprio nei pressi della Stazione in buone condizioni. Il ragazzo sarà sottoposto agli accertamenti del caso.

Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU


Scompare ragazzo tedesco ad Otricoli. Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) coinvolto nelle ricerche.

E’ arrivata alle 13.00 di quest’oggi la denuncia di scomparsa di  P.H. giovane ragazzo tedesco ospite, grazie ad un’associazione per il reinserimento sociale, presso un’amica ad Otricoli (TR). L’allontanamento sembra possa essere ricondotto ad una complessa situazione psicologica, secondo quanto avrebbe riferito l’operatore che lo aveva in custodia. Nel pomeriggio di ieri una banale lite con l’amica che lo ospita, aveva causato in lui una reazione abbastanza violenta che poi lo avrebbe portato ad allontanarsi di casa inforcando la bicicletta e sfuggendo, nel giro di pochi attimi, al controllo del suo tutore.  L’attesa e le ricerche di amici ed operatori, fra ieri sera e questa mattina, che inizialmente pensavano ad un allontanamento della durata di poco tempo, non hanno portato alcun esito e verso l’ora di pranzo decidono di sporgere denuncia alle autorità competenti. Data la morfologia del luogo e l’impervietà di molti sentieri limitrofi, è stato da subito allertato anche il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) che ora si trova sul posto con quattro squadre a terra ed un’unità cinofila per proseguire le ricerche del quattordicenne.

Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU


Manovre di recupero in forra: il soccorso alpino e speleologico si addestra

Belluno, 21-07-11
Un salto di qualche metro in una pozza d’acqua, il piede che urta la roccia e il dolore che impedisce di proseguire e uscire dalla gola divenuta una trappola. Questo è un esempio di emergenza cui sempre più spesso il Soccorso alpino e speleologico è chiamato a far fronte, da quando è diventata  più praticata e diffusa la disciplina del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere lungo le forre disegnate dai torrenti di montagna, armati di muta, caschetto, imbrago e corde. Per affinare simili  operazioni, nei giorni scorsi si è svolta nel torrente Soffia, nel comune di Sospirolo, la simulazione del recupero di un ferito in torrente, che ha coinvolto 42 tecnici: 22 qualificati per questo tipo di intervento, 15 operativi nello ‘sforramento’ della barella, 5 coordinatori dell’esercitazione nel Centro mobile del Soccorso alpino. L’addestramento prevedeva che la squadra forra raggiungesse l’infortunato, per medicarlo, caricarlo nell’apposita barella a tenuta stagna e trasportarlo lungo l’alveo, superando salti di diverse decine di metri con calate più e meno impegnative, fino al punto di uscita. Da lì la barella era affidata alla squadra alpina per lo sforramento: il recupero dall’alto della barella dal greto (rimasta nel vuoto per 65 metri) e il trasporto per un centinaio di metri di dislivello in salita nel bosco verso la strada sterrata.
L’esercitazione, iniziata alle 18 e conclusa con l’arrivo del ferito a mezzanotte sulla strada per Gena Alta, si è svolta in condizioni climatiche non favorevoli, ma che non hanno ostacolato il raggiungimento degli obiettivi in programma, uno su tutti la collaborazione tra squadra alpina e squadra forra, fondamentale per affrontare questo tipo di interventi. E’ stato poi possibile comprendere dinamiche e tempistiche reali, nonchè  localizzare i vari punti di sforramento e di accesso per la barella e per la squadra. Sono infine state testate, vista la particolare complessità orografica degli scenari, le diverse possibilità di comunicazione radio tra il Centro mobile di Coordinamento e le squadre all’interno del torrente. All’evento, organizzato dalla 6a Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige con la 2a Dolomiti Bellunesi, in collaborazione con il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, hanno preso parte anche soccorritori abilitati all’intervento in forra provenienti dalla 4a Delegazione speleo Umbria e dalla 11a Marche.

Scritto da Michela Canova

ASD Soccorso Alpino e Speleologico Veneto

Simulazione di intervento al Fosso del Casco dell’acqua in Valnerina

Un’esercitazione importante nell’ambito dei numerosi interventi che, nella stagione estiva, si trova a dover affrontare il S.A.S.U. Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria.

Conosciuto anche come torrentismo, il canyoning è uno sport assai recente; si tratta di seguire il percorso scavato dall’acqua nelle rocce, tuffarsi in pozze d’acqua, scivolare sui toboga od anche calarsi con corde sotto affascinanti cascate. Tutto questo non è riservato solo agli esperti e amanti degli sport estremi, ma è possibile anche affidandosi all’esperienza di guide che conoscono profondamente il territorio e le tecniche di progressione in sicurezza. E’ un ambiente severo, adatto a chi è preparato e adeguatamente attrezzato. Gli incidenti però si sa, in tali luoghi, vista la frequentazione degli stessi, non sono poi tanto sporadici e quindi la IV Delegazione Umbria del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) deve essere pronta ad intervenire. Per questo, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria hanno simulato per la giornata di domenica 3 luglio, un intervento in tutto e per tutto inerente a quelli reali. All’insaputa di tutti, quindi, alle ore 12.30 è arrivata la chiamata per una richiesta di soccorso alla Forra del Casco dell’Acqua ( Valnerina ) nel comune di  Scheggino, Perugia, al Capostazione della Sezione Alpina del SASU (Soccorso Alpino e Speleologico Umbria), il quale ha immediatamente allertato i tecnici per l’operazione di recupero. Il simulato incidente, avvenuto poco sopra un salto da 19 metri, ha coinvolto un figurante, L.V. anni 40,  torrentista appartenente ad un gruppo di due persone che, cadendo, ha riportato alcuni traumi.

Verso le ore 14:00 la squadra di primo intervento del SASU ha fatto ingresso nella gola raggiungendo in breve il ferito per constatarne le condizioni, richiedendo poi il supporto di altre squadre. Successivamente sono entrate due squadre attrezzisti per allestire gli ancoraggi lungo il percorso e facilitare la risalita della squadra, con componente sanitario e barella, che si trovava all’uscita con il compito di provvedere alle prime cure del ferito. Ma un’ulteriore difficoltà era ad attenderli: all’arrivo nei pressi dell’infortunato i tecnici apprendono che il compagno si è allontanato in quanto ha ritenuto opportuno andare personalmente a cercare aiuti. Sfortuna vuole che rimanesse bloccato su uno dei salti successivi ma, la prima squadra, che si è subito mobilitata, è riuscita a trarlo in salvo e trasportarlo alla base operativa. La squadra barella, dopo aver raggiunto il luogo dell’incidente e proceduto all’ immobilizzazione ed imbarellamento  del ferito, è uscita dalla gola alle ore 20:00.

Ogni anno, parecchi week-end al mese, gli uomini del soccorso alpino e speleologico si esercitano e fanno formazione per provare le tecniche di progressione, recupero ed evacuazione in tutti gli ambienti impervi: grotta, montagna, neve, forra, sentieri e ricerca dispersi. Come sempre è stata una giornata molto proficua, nella quale si sono messe a punto e analizzate le tecniche di recupero in tale ambiente acquatico. La stagione, per questo tipo di attività, è appena iniziata e la macchina dei soccorsi deve sempre essere al massimo dell’efficienza.

  Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU

 

 

Intervento di elisoccorso sul Monte Vettore

29 giugno 2011 – MONTE VETTORE – Perde  l’equilibrio poggiando malamente un piede durante un’escursione e si procura un trauma alla caviglia.

R.P. 56 anni di Vicenza si stava muovendo su un sentiero che dal rifugio Zilioli porta a Forca di Presta (zona Vettoretto) e, causa il terreno franoso, si procura una frattura alla gamba che le impedisce di proseguire. La chiamata di Soccorso arriva immediatamente al 118 che avvisa il CNSAS Corpo nazionale del Soccorso Alpino di Umbria e Marche il quale a sua volta allerta i propri Tecnici di Elisoccorso che stavano effettuando attività formazione in quelle zone.

 All’infortunata sono state portate le prime cure necessarie dopodiché, visto il luogo impervio, è stata spostata in una zona poco distante adatta all’atterraggio del velivolo ICARO 2 del 118 delle Marche in conformazione SAR (Searche And Rescue), con a bordo un medico del 118 e un tecnico. La donna si trova ora in ospedale per i controlli del caso.

 Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU