Tecnici e aspiranti SNaFor del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) in formazione sulle gole dei Monti Sibillini

I sempre più frequenti incidenti nei luoghi impervi delle nostre montagne rendono necessari al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS, continui addestramenti e formazioni in ogni settore. Il Servizio Regionale Umbro, al fine di fornire una risposta sempre rapida ed efficiente, nell’ambito delle proprie competenze istituzionali, ha così deciso di affinare la formazione dei propri tecnici in queste impegnative tecniche di soccorso. Il fine settimana appena passato ha visto i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria impegnati in una sessione di addestramento a cura della Scuola Nazionale Forra del Corpo (SNaFor) allo scopo di approfondire tutte le tecniche di soccorso negli ambienti acquatici, quali canyon, gole e forre, sempre più frequentate da turisti ed amanti delle nuove discipline sportive quali rafting, hydrospeed e torrentismo, che trovano adepti anche in Umbria. Il programma formativo prevedeva palestre di roccia  e simulati all’asciutto nella giornata di venerdì mentre sabato e domenica, nel fantastico scenario delle gole dei Monti Sibillini,  sono state effettuate manovre di movimentazione soccorritori  e simulati in ambiente acquatico e movimentazione e recupero di barella in forra.  E’ questo uno dei tanti appuntamenti del lungo percorso formativo inerente gli interventi in forra, iniziato qualche anno fa, percorso che servirà ad assicurare al Servizio Regionale Umbria dei tecnici pronti a garantire la sicurezza nelle forre umbre e limitrofe.

Silvia Sigali Parasecolo

 

Giornata di formazione per attività di soccorso alpino

4 giugno 2011 – Si è svolta  nelle pareti di Pale nel comune di Foligno (PG), una giornata formativo-addestrativa per il personale già qualificato del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU). Si è trattato di un’esercitazione mirata a verificare le tecniche generali di movimentazione uomini e materiali con prove su pareti di 5° grado, realizzazione di attacchi per calate di uomini e materiale, progressione su corde fisse e utilizzo di tecniche e materiale di soccorso alpino. Nel pomeriggio si è tenuto un simulato con intervento in parete per recupero di un figurante in difficoltà, simulazione del tutto pertinente ad analoghe situazioni che molto spesso i tecnici del SASU sono chiamati ad applicare in operazioni di soccorso.  Ogni squadra è stata impegnata nell’organizzare ed affrontare un piano di avvicinamento all’escursionista in difficoltà, messa in sicurezza dello stesso e dei compagni di escursione e relativo recupero dell’infortunato.

CORSO DI FORMAZIONE PER OPERATORE SOCCORSO SPELEOLOGICO 9 e 10 Aprile 2011

armoSi è conclusa dopo 2 intense giornate di lavoro la prima fase di formazione degli aspiranti volontari del soccorso speleologico dell’Umbria IV Delegazione.

Con il supporto della SNATSS (Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico) e con il lavoro svolto dagli istruttori della Scuola Regionale Umbra Tecnici di Soccorso Speleologico guidati da Cristiano Parasecolo, il piano formativo ha avuto inizio a Spoleto (PG) il 9 e 10 aprile 2011. Il programma prevedeva mezza mattinata di breafing e discussioni sulle tecniche e sui materiali e il resto della giornata di palestra in località “Ponte delle Torri” di Spoleto.

Doverosi ringraziamenti al CAI di Spoleto presente con alcuni soci nonché il presidente, intervenuti per salutare i volontari sottoposti a formazione, complimentarsi con gli istruttori, ma soprattutto rifocillare tutti quanti con un improvvisato pic-nic.

Domenica invece era riservata a prove pratiche nella grotta del Chiocchio in località Castagnacupa, conclusasi poi con debreafing e confronto tecnico tra i volontari e gli istruttori.

Gli istruttori si dicono soddisfatti del lavoro svolto e della ricettività degli aspiranti mentre l’entusiasmo e i commenti dei nuovi volontari lasciano pensare che il futuro da tecnici è ormai prossimo.

Le due giornate rientravano nel piano formativo degli Operatori del Soccorso Speleologico, mentre serviva come mantenimento triennale per  la qualifica di tutti i TSS (Tecnici Soccorso Speleologico) del SASU. I Volontari presenti e gli aspiranti, coordinati dai TSS-SR, hanno avuto l’incitamento e il sostegno durante la prova in palestra di sabato di due istruttori della SNATSS Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleologico intervenuti a dimostrazione del costante supporto del servizio nazionale alla realtà del soccorso speleologico.

Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU  

 

 

 

Esercitazione “Cucco 2010″ – comunicato 7

CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO
MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE

Esercitazione di Soccorso Speleologico
“CUCCO 2010”
1-4 luglio

Comunicato n. 7 ore 20,00, del 3 luglio 2010.

Rendiconto succinto movimento barella nella notte tra venerdì e sabato.
Le operazioni di recupero del ferito sono continuate ininterrottamente tutta la notte. In alcuni punti si è reso necessario verticalizzare la barella, per consentirne il passaggio nelle zone strette che si trovano sulla sommità del Pozzo Franoso.

Due tecnici CNSAS all'uscita della grotta
Le aree più strette e articolate sono state affrontate a partire dalle 23 di venerdì. Successivamente al barella è stata trasportata lungo le famose gallerie della Burella e dei Barbari. Alle 12 la barella si trovava già alla base del grande pozzo del Baratro.

L’ostacolo da affrontare successivo e è stato la risalita del pozzo del Baratro, di 115 metri, per l’attrezzamento del quale sono state impiegate ben tre squadre di volontari.
I tecnici CNSAS all'opera in grotta
Alle 17,12 la Barella si trovava finalmente in cima al pozzo.

Durante la simulazione di un intervento di soccorso in grotta si adottano le stesse misure precauzionali che si adotterebbero in caso di un intervento reale. Il fine naturalmente è quello di garantire la massima sicurezza del ferito in fase di trasporto.

Per questo motivo, per esempio, il recupero su tratti verticali dovrebbe sempre avvenire con la barella in posizione orizzontale, ma spesso le dimensioni e la morfologia della cavità non consentono questa procedura. In questi casi il medico che segue costantemente il ferito decide come disporre la barella nei punti più critici e dà disposizioni ai tecnici su come assistere al meglio il ferito.

Tutte le operazioni di recupero si svolgono sotto la guida di un tecnico caposquadra, ma è il medico che segue costantemente il ferito ad avere l’ultima parola su come trasportarlo e, se è il caso, può decidere di interrompere una manovra. In base a questo principio il recupero del ferito spesso non scorre fluidamente, anche se i tratti verticali sono già stati precedentemente attrezzati. Per questo motivo è sempre difficile prevedere quanto durerà in totale l’intervento e dare una stima esatta di quando uscirà la barella.

Nel pomeriggio di sabato, alle 18 e 35, la barella si trovava a circa 100 metri di profondità, alla base del pozzo Perugia, uno degli ultimi salti verticali prima della parte turistica che conduce all’ingresso. Il tratto superiore della grotta non presenta particolari difficoltà tecniche e quindi si può ipotizzare che le operazioni di recupero si possano concludere tra la tarda serata di sabato 3 e le prime ore di domenica.

A metà mattinata di sabato il campo base dell’esercitazione ha ricevuto la visita del responsabile Ufficio Protezione Civile Provincia di Perugia Maurizio Santantoni (foto), del responsabile del Servizio Protezione Civile sezione emergenze della Regione Umbria (foto), il Sindaco del Comune di Sigillo Riccardo Coletti e del Sindaco di Fossato di Vico Mauro Monacelli.

In occasione dell’esercitazione nazionale Cucco2010, sono state svolte altre attività esercitative che hanno interessato più da vicino la componente Alpina del CNSAS. In particolare sono state effettuate tre manovre di elisoccorso.
tecnici CNSAS
Nella prima, un elicottero AB412 del Corpo Forestale dello Stato ha effettuato uno sbarco con verricello nei pressi dell’ingresso del Nibbio a 1509, di un medico e due tecnici di elisoccorso con sbarco di barella speleologica. Successivamente è intervenuto l’elicottero Icaro 2 del 118 di stanza Fabriano, allestito in conformazione SAR, che ha effettuato il recupero, sempre con il verricello, della barella accompagnata dal tecnico di elisoccorso e sucessivamente del medico.

Nel pomeriggio è tornato nuovamente ad operare l’elicottero del Corpo Forestale per simulare l’intervento elitrasportato di una unità cinofila nel pendio adiacente l’inizio del sentiero per l’ingresso turistico della grotta.
Recupero di un'unità cinofila con l'elicottero
Sono stati sbarcati prima il tecnico di elisoccorso con il compito di mettere in sicurezza l’area per lo sbarco con verricello dell’unità cinofila composta del tecnico e dal cane da ricerca in superficie. La manovra è terminata con il recupero effettuato sempre con l’utilizzo del verricello.

Finora le operazioni si sono svolte in maniera impeccabile. La collaborazione tra i 168 volontari (tecnici, medici e quadri) del CNSAS e giunti da 15 regioni d’Italia con i 28 volontari della protezione civile (di Sigillo, Città di Castello e Gualdo Tadino), che si è occupata di parte della logistica è stata ottima, proficua e soddisfacente.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci

Esercitazione Cucco 2010 – comunicato 6

Comunicato n.6 ore 11,00, del 3 luglio 2010.

Rendiconto succinto movimento barella nella notte tra venerdì e sabato.
Le operazioni di recupero del ferito sono continuate ininterrottamente tutta la notte. In alcuni punti si è reso necessario verticalizzare la barella, per consentirne il passaggio nelle zone strette che si trovano sulla sommità del Pozzo Franoso.
La prima strettoia è stata affrontata intorno alle 23,00.
Alle 3,31 la barella è all’imbocco della galleria dell’Orco.
Alle 4,32 è all’inizio della galleria della Burella.
Alle 5,49 è al Meandrino.
Alle 7,21 è all’inizio della galleria dei Barbari
Alle 8,30 il ferito viene ricoverato nella tendina medica da campo per un nuovo controllo dei parametri vitali.
Il prossimo ostacolo da affrontare sarà la risalita del pozzo del Baratro, di 115 metri, per l’attrezzamento del quale sono state impiegate ben tre squadre di volontari.
Nell’immagine, la sezione della Grotta del Monte Cucco e il percorso che seguirà il ferito con la barella:
Grotta di Monte Cucco
Sezione della grotta grande del Monte Cucco
Durante la simulazione di un intervento di soccorso in grotta si adottano le stesse misure precauzionali che si adotterebbero in caso di un intervento reale. Il fine naturalmente è quello di garantire la massima sicurezza del ferito in fase di trasporto.
Per questo motivo, per esempio, il recupero su tratti verticali dovrebbe sempre avvenire con la barella in posizione orizzontale, ma spesso le dimensioni e la morfologia della cavità non consentono questa procedura. In questi casi il medico che segue costantemente il ferito decide come disporre la barella nei punti più critici e dà disposizioni ai tecnici su come assistere al meglio il ferito.

A metà mattinata di sabato il campo base dell’esercitazione ha ricevuto la visita del responsabile ufficio protezione civile provincia di Perugia Maurizio Santantoni, del responsabile del servizio protezione civile sezione emergenze della regione Umbria, il sindaco del comune di Sigillo Riccardo Coletti e del sindaco di Fossato di Vico Mauro Monacelli.
elicottero

A mezzogiorno di sabato sono stati impiegati complessivamente 164 volontari del CNSAS e della Protezione Civile. Stime fine operazioni: mattinata di domenica 4 luglio.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci

Esercitazione Cucco 2010 – Attivata una rete di computer in ponte radio

Comunicato n. 5_ ore 01,00 del 3 luglio 2010

Nell’ambito dell’esercitazione in corso è stato sperimentato con successo l’utilizzo dei collegamenti in rete dei computer in cui operano i direttori delle operazioni, i coordinatori medici e gli addetti stampa. Durante le complesse operazioni di soccorso speleologico che coinvolgono basi dislocate in luoghi distanti tra loro – tipicamente un campo base e un campo avanzato posto nei pressi dell’ingresso della grotta – instaurare collegamenti affidabili è molto difficoltoso e richiede l’utilizzo di ponti radio. La rete sperimentata ha permesso di condividere informazioni e documenti in tempo reale e di collegare le diverse sedi coinvolte in videoconferenza.
Tutto ciò ha consentito di ottimizzare il lavoro organizzativo e ottenere una particolare efficacia nella direzione delle operazioni.

Esercitazione “Cucco 2010″ – comunicato 4

CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO
MEDAGLIA D’ORO AL VALOR CIVILE

Esercitazione di Soccorso Speleologico
“CUCCO 2010”
1-4 luglio

Comunicato n. 4 ore 22,00 del 2 luglio 2010

Alle ore 19 è uscita di grotta la squadra dei disostruttori. Il suo intervento ha permesso di mettere in sicurezza i tratti pericolanti della cavità, in modo da agevolare il transito della barella. In particolare sono stati bonificati alcuni passaggi posti sulla sommità del Pozzo Franoso (a circa 500 metri di profondità), e delle gallerie “Infernaccio” e “Burella” situate poco più in alto.
La squadra degli attrezzisti ha completato le operazioni di armamento dei pozzi e dei tratti più scoscesi. Le operazioni di recupero della barella sono cominciate alle 20.30.
Il percorso che devono affrontare i soccorritori per portare alla luce il finto ferito comprende una serie di pozzi e gallerie di varia difficoltà ed è lungo circa un chilometro.
Durante l’esercitazione verrà sperimentato un nuovo tipo di barella smontabile, studiato dalla commissione tecnica del CNSAS.
Caratteristica principale di questa barella, costituita da 5 parti assemblabili a incastro, è la possibilità di essere trasportata in più sacchi, velocizzando di molto i tempi di avvicinamento al ferito e la sua successiva medicalizzazione da parte dell’equipe tecnica sanitaria del soccorso speleo.
Pur trattandosi di un salvataggio simulato ogni volontario è tenuto a comportarsi come in caso di intervento reale, mettendo a disposizione di tutti le proprie capacità e competenze specifiche. L’equipe medico sanitaria, composta da 2 medici e 2 infermieri, entrata in grotta nella serata di sabato ha ipotizzato per il ferito la seguente condizione:
Il ferito viene condizionato
Donna, 46 anni, caduta da un pozzo di dieci metri, cosciente, accusa dolori al bacino e all’arto inferiore sinistro. I parametri vitali sono buoni: pressione nella norma, frequenza respiratoria e cardiaca regolare. Non corre rischi di ipotermia (perdita di calore corporeo).
Date le condizioni del paziente e le caratteristiche della grotta, si rende necessario somministrarle alcuni blandi antidolorifici, applicarle un collare cervicale e immobilizzarle la gamba. Inoltre è consigliabile fare molte soste lungo il tragitto per monitorare i suoi parametri vitali. Durante tali soste verrà allestita una tendina riscaldata allo scopo di ricoverarvi il ferito.
Il ferito viene trasportato in barella
L’uscita dalla grotta delle squadre di soccorso e del ferito è prevista per domenica 4 luglio.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci

Esercitazione “Cucco 2010″ – comunicato 3

Esercitazione CNSAS Cucco 2010 comunicato n.3 ore 17.30 2 luglio 2010

Comunicato n. 3 ore 17,30 del 2 luglio 2010
Si è conclusa alle 12.30 la conferenza stampa dell’ingegner Maurizio Bianchini, che ha illustrato il funzionamento della camera iperbarica trasportabile acquistata dalla Protezione Civile.
Si tratta di un dispositivo di sicurezza – ha spiegato Branchini, manager della Gse di Trieste – utilizzato normalmente come supporto nelle attività subacquee, in questo caso consentirà alla Protezione Civile e al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico di poter disporre nell’immediato di una squadra di Speleosub abilitati al soccorso e agli interventi oltre il limite dei – 50 metri di profondità.
La camera, che pesa circa 80 chili e si gonfia in meno di 5 minuti, si può utilizzare per trattamenti
di decompressione fuori dall’acqua oppure per curare i sintomi dell’embolia o della sindrome da schiacciamento.
È realizzata in tessuto di poliestere rivestito di poliuretano, che ne garantisce la leggerezza e la trasportabilità. Le estremità invece sono in alluminio.
Nel frattempo sono entrati nella grotta di Monte Cucco 20 tecnici attrezzisti e barellieri che dovrebbero raggiungere il luogo dell’incidente simulato, a -562 metri, intorno alle ore 18. L’inizio delle operazioni di recupero del finto ferito è previsto in serata.
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci

Esercitazione “Cucco 2010″ comunicato n.2

“CUCCO 2010” aggiornamento del 2 luglio

Comunicato n. 2 ore 10,30 del 2 luglio 2010
“CUCCO 2010”
Esercitazione di Soccorso Speleologico

E’ entrata nel vivo l’esercitazione nazionale di soccorso speleologico denominata Cucco 2010.
Alle 22 di ieri sera i primi volontari sono entrati nella grotta con l’incarico di stendere la linea telefonica. In poco più di 4 ore hanno raggiunto il luogo dove è stato deciso di simulare l’incidente e da dove comincerà il recupero del finto ferito, a 562 metri di profondità.

Il campo di soccorso speleologico

Il campo di soccorso speleologico


Durante la notte è entrata una seconda squadra composta da tecnici disostruttori del CNSAS con il compito di mettere in sicurezza alcuni passaggi della grotta per facilitare il transito della barella.
Terminato il lavoro di bonifica – tempo previsto circa 4 ore – entrerà la prima squadra attrezzisti che si occuperà di predisporre gli ancoraggi per le manovre di corda necessarie al recupero.
Alle dieci di questa mattina è prevista una conferenza stampa durante la quale saranno illustrate le finalità e lo svolgimento di tutte le operazioni.
La camera iperbarica portatile
L’ingegner Branchini, della ditta GSE di Trieste, spiegherà inoltre ai presenti l’utilizzo di una camera iperbarica recentemente acquistata, con il contributo della Protezione Civile, dal Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico per interventi in cavità allagate.

Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci

Esercitazione “Cucco2010″

Comunicato n°1 ore 22,00 del 30/06/2010
“CUCCO 2010”
Esercitazione di Soccorso Speleologico

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, (Servizio Regionale del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico CNSAS) in collaborazione con altre delegazioni Regionali, hanno programmato, per il periodo dal 30 giugno al 4 luglio p.v., la simulazione di un intervento di soccorso ad un infortunato in ambiente ipogeo. L’evento vedrà la collaborazione della Regione Umbria servizio di Protezione Civile, del Comune di Sigillo, del Comune di Costacciaro, della Comunità montana alta Umbria con il supporto logistico dei gruppi di Protezione Civile “Monte Cucco” di Sigillo (PG), Associazione Misericordie di Fossato di Vico (PG), gruppo comunale di Montone (PG), gruppo Alfa di Città di Castello (PG) e gruppo la sorgente di Gualdo Tadino (PG). la Comunità Montana Alto Chiascio, i comuni di Costacciaro e Sigillo
L’ambiente prescelto è la grotta del Monte Cucco nel territorio della Comunità Montana dell’Alto Chiascio. La grotta con una profondità di 992 m e uno sviluppo di circa 30 Km interessa i Comuni di Costacciaro e Sigillo, e per la sua particolarità di “ambiente ostile”, richiede un notevole impegno tecnico-organizzativo nelle attività di soccorso.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.), Coordinamento Speleologico, nell’ambito delle proprie competenze, organizza continuamente esercitazioni a carattere regionale e periodiche esercitazioni anche interregionali o nazionali, atte a testare l’operatività della propria struttura, per eventi di eccezionale rilevanza.
Scopi dell’esercitazione sono; raggiungere e medicalizzare uno speleologo infortunatosi a notevole profondità (pozzo franoso –562) nella grotta, provvedere al recupero dell’incidentato utilizzando tecniche e materiali all’avanguardia, garantendo una costante assistenza durante il trasporto e le cure sanitarie necessarie, eseguite dall’equipe medica del CNSAS, sempre presente nelle fasi di soccorso.
Collaudare la collaborazione con le locali organizzazioni di Protezione Civile, per tutto ciò che riguarda la parte logistica esterna, con l’installazione ed il mantenimento di un campo accoglienza per i 150 tecnici intervenuti nelle attività di soccorso.
Garantire un protocollo di intervento tra le varie strutture CNSAS, Istituzioni e strutture di Protezione Civile coinvolte, allo scopo di una sempre più responsabile, mutua collaborazione.
L’intervento di recupero in grotta, inizierà nella tarda serata di giovedì 30 giugno, e si protrarrà ininterrottamente fino all’uscita del presunto infortunato prevista per la mattina di domenica 4 Luglio.
La notevole profondità del punto dell’incidente (pozzo franoso a -562 mt.) e le complesse operazioni da effettuare per garantire un recupero della barella in sicurezza, comportano tempi molto lunghi per il completamento delle operazioni di soccorso.
In totale i tecnici del CNSAS impiegati saranno circa 150 provenienti dalle delegazioni di Abruzzo, Lazio, Marche, Toscana, Lombardia, Piemonte, Emilia Romania, Liguria, Puglia, Campania ed Umbria con mezzi ed attrezzature provenienti da tutta Italia.
Infatti una delle caratteristiche del Soccorso Alpino e Speleologico è che in caso di incidente la struttura locale allerta immediatamente i vertici nazionali che, a seconda della tipologia di intervento da effettuare convogliano immediatamente sul posto uomini e mezzi dalle altre delegazioni.
Circa 30 volontari dei Gruppi di protezione Civile saranno impiegati per la gestione logistica del campo e di supporto alle operazione di soccorso.
Le strutture locali di Protezione Civile si interesseranno della logistica e dell’allestimento del campo, montando 12 tende mod. PI88 ministeriali ed una gonfiabile, destinate a dormitori per i tecnici, magazzino materiale, segreteria, gestione campo e sala stampa.
Inoltre forniranno una cucina da campo ed una tendostruttura adibita a mensa che produrrà pasti con cibi e bevande appositamente indicati dalla commissione medica del CNSAS, per garantire ai tecnici impegnati in lunghi ed estenuanti turni di lavoro in grotta la giusta alimentazione.
L’organizzazione logistica funzionerà ininterrottamente e saranno garantiti turni per la cucina e il refettorio h 24 per i quattro giorni di esercitazione, in modo da garantire il servizio di ristoro ai tecnici che entreranno e usciranno dalla grotta in qualsiasi momento del giorno o della notte.
Il Campo Base verrà allestito a Val di Ranco, mentre la Direzione delle operazioni sarà situata a Pian di Monte, dove verrà posizionato un camper del Soccorso Alpino e Speleologico Lombardo.
Nel corso dell’esercitazione sarà inoltre simulato un intervento di disostruzione per permettere il passaggio della barella attraverso una strettoia della grotta. Tale delicato lavoro verrà svolto dal “Gruppo Lavoro Disostruzione” (GLD) del CNSAS, un nucleo operativo ad alta specializzazione che, con l’utilizzo di particolari tecniche, permette il passaggio della barella con l’infortunato in ambienti non altrimenti superabili.
Contestualmente allo svolgimento dell’esercitazione sarà presentata la nuova camera iperbarica acquistata con il contributo del Dipartimento della Protezione Civile.
Durante lo svolgimento dell’esercitazione sarà assicurata in Val di Ranco la presenza di un elicottero del Corpo Forestale dello Stato rischierato per l’occasione da Foligno a Monte Cucco. Nella giornata di sabato 3 Luglio è inoltre prevista una simulazione di recupero con elicottero con l’utilizzo del mezzo aereo Icaro 2 del SUES 118 delle Marche.
Data l’importanza dell’esercitazione è prevista la presenza del dott. Agostino Miozzo, responsabile del servizio volontariato del dipartimento della Protezione Civile, che Sabato presenzierà alle dimostrazioni di recupero con il mezzo aereo.
Sabato 3 Luglio, con inizio alle ore 10,00 è prevista una conferenza stampa alla quale interverranno Autorità civili e militari, la stampa e i vertici nazionali del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico.
Nel corso della mattinata verrà illustrata la manovra di soccorso.
La Commissione Comunicazione e Documentazione del CNSAS è attiva già da queste prime fasi dell’esercitazione e provvederà ad emettere regolari comunicati sullo svolgimento delle operazioni simulate di soccorso.
Per informazioni e documenti foto video contattare
Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico
Commissione Comunicazione Documentazione
Responsabile
Roberto Carminucci