Il Soccorso Alpino e Speleologico impegnato nella ricerca di un disperso

20 aprile 2013, Scheggia e Pascelupo

Sono circa trenta i tecnici del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche che da quest’oggi sono impegnati nelle ricerche di un disperso in Località Monte della Strega, Comune di Scheggia e Pascelupo, in prossimità del più noto Monte Catria.

L’auto di S.A., il cinquantanovenne marchigiano residente a Matelica (MC), che risulta disperso da tre giorni, è stata infatti trovata parcheggiata in tale area a confine tra Umbria e Marche.

E proprio da tale area sono partite le ricerche, rese particolarmente difficili dalla inaccessibilità dei luoghi impervi e dalla pioggia battente che per l’intera giornata non ha risparmiato i tecnici all’opera.

Sul posto sono intervenute unità cinofile da superficie del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e dei Vigili del Fuoco, oltre a Carabinieri, Corpo Forestale dello Stato e volontari di Protezione Civile.

Impiegato nelle ricerche anche un elicottero dei Vigili del Fuoco di stanza ad Arezzo.

Nel pomeriggio è giunto sul posto anche un cane molecolare del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, il quale, utilizzando dei campioni di odore rinvenuti nella autovettura
del disperso, ha fornito delle indicazioni circa la presunta direzione di allontanamento dello stesso, indicazioni che le squadre di ricerca stanno in questo momento verificando.

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Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria recupera alpinista precipitato da falesia a Ferentillo (TR)

Gabbio, Ferentillo (TR), 16 febbraio 2013

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria è intervenuto oggi in aiuto di un alpinista ferito durante una arrampicata su una falesia in località Gabbio, frazione di Ferentillo (TR).

Lo sfortunato climber, L.M. trentenne napoletano, stava arrampicando, come primo di cordata, una delle vie di salita più tecniche del famoso complesso calcareo della Valnerina, scuola di molti alpinisti italiani.

Arrivato ad un punto particolarmente arduo della parete, non trovando più appigli per le mani, né appoggi per i piedi che gli consentissero di proseguire la progressione, l’arrampicatore ha tentato coraggiosamente di lanciarsi verso una sporgenza laterale della parete, mancandola e volando di conseguenza per diversi metri verso il basso, sino a che la corda di sicura si è bloccata sull’ultimo rinvio piazzato durante la salita.

Durante il volo il peso dell’alpinista ha causato il ribaltamento del corpo rispetto all’imbrago da arrampicata per cui a fine caduta l’alpinista ha violentemente urtato la testa contro la parete di roccia.

Nulla ha potuto fare il compagno di cordata, che alla base della parete stava facendo sicura all’amico, se non assistere inerme alla caduta rovinosa del primo e lanciare l’allarme.

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, immediatamente allertato dal 118, è prontamente intervenuto con una squadra di tecnici alpini, i quali hanno provveduto al recupero sotto parete del ferito, alla immobilizzare del rachide cervicale, ed al suo trasferimento su di una barella lungo il sentiero impervio e sino all’abitato di Gabbio, dove l’ambulanza del 118 ha trasportato l’alpinista all’Ospedale Santa Maria di Terni per gli opportuni accertamenti.

L’intervento si è concluso intorno alle 15,30.

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FORTE RISCHIO VALANGHE SULL’INTERA AREA DEI MONTI SIBILLINI: IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO DELL’UMBRIA INVITA ALLA MASSIMA PRUDENZA

Castelluccio di Norcia, 26 gennaio 2013

A seguito delle recenti nevicate e delle condizioni climatiche di questi giorni, il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria invita alla massima prudenza scialpinisti, ciaspolatori e quanti altri si rechino a camminare fuori pista nell’area dei Monti Sibillini.

Si registra in questi giorni, infatti, un elevato pericolo di valanghe, con rischio medio (3) e forte (4), su una scala massima di 5, ed elevata probabilità di distacchi e singole valanghe di medie e grandi dimensioni lungo pendii al sole.

In quota, possibili valanghe in strada.

Nella giornata odierna numerosi sono stati i distacchi spontanei, caratterizzati da ampi fronti, che hanno interessato i pendii del complesso dei Monti Sibillini.

Si registrano inoltre in data odierna, a questo momento, tre distacchi provocati da scialpinisti, che hanno interessato il Monte Rotondo, il Monte Porche ed il Monte Argentella, lungo il Canale di San Lorenzo.

Tutti illesi gli scialpinisti coinvolti.

Solo una sospetta frattura alla gamba, per uno scialpinista travolto da una valanga sul versante marchigiano dei Monti Sibillini.
Il pronto allarme dei compagni di salita ha fatto sì che i soccorsi si attivassero prontamente: l’infortunato è stato raggiunto dall’elicottero del 118 Regione Marche con a bordo un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, il quale ha recuperato a bordo il ferito mediante uso del verricello.
Il ferito è stato poi trasferito al più vicino ospedale per gli opportuni accertamenti medici.

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria raccomanda dunque la massima prudenza ed invita a dotarsi sempre degli strumenti di autosoccorso, ovvero Artva, pala e sonda. L’invito è rivolto a scialpinisti, ciaspolatori e quanti altri si rechino in questi giorni a camminare fuori pista nell’area dei Monti Sibillini.

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Giovane centauro colto da malore, interviene il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria

Terni, 4 ottobre 2012.

Un nuovo intervento per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria che questo pomeriggio hanno tratto in salvo un motociclista colto da malore.

P.V., trentanovenne ternano con la passione dell’enduro, stava guidando la sua moto con un gruppo di altri otto compagni, lungo un tratto montano alquanto impervio, in Località Battiferro, Terni.

Lungo il percorso, ben noto agli enduristi più coraggiosi come uno dei tratti di fuoristrada più impegnativi della nostra Regione, il giovane centauro è stato colto da malore.

Tempestivo l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria che, allertato dal 118, ha raggiunto il motociclista in un tratto impervio di fitta vegetazione e lo ha trasportato al paese di Battiferro, dove un’ambulanza del 118 lo ha immediatamente medicalizzato e trasferito all’ospedale di Terni per gli opportuni accertamenti.

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Ritrovato senza vita il giovane disperso sui Sibillini

Ascoli Piceno – 18/9/2012
Questa mattina intorno alle 10 è stato avvistato dall’elicottero del Corpo Foretale dello Stato il corpo di Luca, scomparso la mattina dell’ 8 settembre a Foce di Montemonaco. Il giovane trentenne doveva rientrare alla macchina lasciata il giorno prima al passo di Forca di Presta sui Monti Sibillini.
Il corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha lavorato incessantemente fino a questa mattina, nonostante il cattivo tempo dei giorni scorsi.
L’elicottero NH 500 della Forestale con a bordo due tecnici del Soccorso Alpino ha individuato Luca sui canali del Monte Argentella, una delle tante vette sopra i 2000 mt all’interno della catena dei Monti Sibillini.
Il corpo era difficilissimo da vedere poichè nascosto tra le rocce, e l’unico indumento veramente visibile (un maglione di colore rosso) era interamente coperto dai sassi.
In questo momento si sta’ provvedendo al recupero della salma che verrà spostata utilizzando il gancio baricentrico dell’elicottero.
La zona del ritrovamento è a tutti gli effetti un ambiente impervio dove anche la movimentazione richiede importanti doti alpinistiche.
Il Soccorso Alpino, che ha coordinato fin dal primo giorno tutte le operazioni di ricerca, ha potuto avvalersi di aiuti fondamentali provenienti da Protezione Civile, Vigili del Fuoco e Corpo Forestale dello Stato. Questi ultimi due corpi hanno messo a disposizione tutti i giorni elicotteri che hanno permesso ai tecnici del CNSAS di salire in quota per le ricerche a piedi.

Paolo Cortelli Panini
Addetto Stampa CNSAS Marche

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Il Corriere dell’Umbria 19/09/2012
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Giovane escursionista scomparso in Località Forca di Presta – Monti Sibillini

Monti Sibillini, 11 settembre 2012. Sono riprese presto stamani, dopo il violento temporale che ieri sera ha colpito l’area dei Monti Sibillini e che aveva obbligato a sospendere le operazioni, le ricerche di S.L., l’escursionista trentenne di Cesenatico (FC) di cui non si hanno più notizie da sabato scorso.

Oltre quaranta tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico di Umbria e Marche sono impegnati nelle ricerche, coadiuvati da uomini del Corpo Forestale dello Stato, da Carabinieri e Vigili del Fuoco.

Le tracce del giovane escursionista si perdono proprio nella mattina di sabato, quando il ragazzo ha lasciato la locanda dove aveva passato la notte nella piccola frazione di Foce di Montemonaco (AP) per proseguire l’escursione ad anello lungo i Monti Sibillini, iniziata il giorno prima con l’ascesa del Monte Vettore a partire da Forca di Presta, dove il giovane aveva parcheggiato la propria autovettura e dove lo stesso sarebbe dovuto tornare nella giornata di domenica.

Domenica sera i genitori, non vedendolo rientrare a casa, hanno lanciato l’allarme contattando il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, che ha immediatamente avviato le ricerche coinvogliando sull’area i propri tecnici provenienti da tutta Umbria e coinvolgendo i tecnici del Soccorso Alpino delle Marche.

Sul posto anche una unità cinofila molecolare del Soccorso Alpino che, dopo aver fiutato campioni di odore del giovane escursionista disperso, è partita proprio dalla locanda dove il giovane era stato avvistato l’ultima volta ed ha indicato una direzione dove ora si sono concentrate le ricerche.

Le operazioni sono coordinate dalle Prefetture di Perugia ed Ascoli Piceno e costantemente monitorate dalle Sale Operative dei Servizi Regionali di Umbria e Marche.

E proprio a Forca di Presta il Soccorso Alpino dell’Umbria ha organizzato il campo base con la Direzione Operazioni localizzata nell’unità mobile del Servizio di Protezione Civile della Provincia di Perugia.

Sul posto anche una Unità di Comando Locale dei Vigili del Fuoco, oltre a Carabinieri e Corpo Forestale dello Stato, che ha messo a disposizione delle ricerche, in virtù della convenzione stipulata con la Regione dell’Umbria, l’elicottero NH 500, di stanza a Foligno.

L’elicottero NH 500 ha sorvolato ieri l’area dove si sono concentrate le operazioni di ricerca, ma senza esito ed al momento è impegnato nel trasporto sulla sommità del Monte Vettore del materiale necessario alla realizzazione di un ponte radio che il Soccorso Alpino sta allestendo per facilitare le comunicazioni tra i tecnici coinvolti nella ricerca.

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TG3 dell'11/09/2012 Edizione delle 19,30 – Intervista al Delegato SASU Mauro Guiducci a partire dal 14esimo minuto

2012-09-12 Il Corriere dell’Umbria

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Donna ternana salvata dai flutti lungo il fiume Nera e giovani escursionisti dispersi sul Monte Cucco. Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria impegnato a ferragosto su più fronti.

Non si riposano neppure il giorno di ferragosto i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria.
Nel pomeriggio di quest’oggi sono stati allertati dal 118 di Terni per soccorrere una donna, M.R. di 58 anni residente a Terni.

La donna stava passeggiando da sola lungo l’argine del fiume Nera in Località Ponte del Toro, tra Papigno ed il Parco della Cascata delle Marmore, in un tratto in cui l’argine si presenta particolarmente impervio e poco accessibile.

E proprio a causa del terreno accidentato la donna è scivolata lungo il bordo scosceso finendo nell’alveo del fiume, proprio nel momento in cui la Cascata delle Marmore veniva aperta e l’imponente flusso di acqua, oltre 15 metri cubi al secondo, cominciava ad invadere gli argini.

La probabile frattura della caviglia rendeva impossibile per la donna riguadagnare la riva e la corrente crescente del fiume Nera l’avrebbe certamente trascinata via con conseguenze drammatiche, se non fosse stato per la presenza casuale di una coppia di Porto Recanati che si era appena affacciata sul ripido argine per assistere alla discesa con i gommoni del fiume a piena portata.

La coppia ha lanciato l’allarme e poco dopo sul posto è giunta l’ambulanza del 118 e tre tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, impegnati nel presidio per la sicurezza dei sentieri del Parco della Cascata delle Marmore.

La donna è stata stabilizzata dal personale medico su una barella spinale e tratta in salvo, proprio mentre il livello del fiume l’aveva già coperta e, di li a pochi secondi, sarebbe certamente stata trascinata via senza il pronto intervento dei soccorritori.

Contemporaneamente, una seconda squadra di sei tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria partiva da Perugia alla volta del Monte Cucco allertata dal Corpo Forestale dello Stato, per ricercare due giovani fratelli di Gubbio, S.R. di ventidue anni e G.R. di diciotto anni, i quali durante un’escursione avevano abbandonato il sentiero perdendosi in un’area alquanto impervia.

I giovani escursionisti dopo aver allertato telefonicamente i soccorsi sono rimasti in contatto telefonico con la squadra del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria che stava arrivando sul posto.

Prima dell’arrivo dei soccorritori, i ragazzi si sono imbattuti in un gruppo di escursionisti che stava percorrendo la stessa zona impervia e grazie a questi sono tornati alla base.

Due storie a lieto fine in questo ferragosto di afa e calura.

Ansa
TG3 del 16/08/2012

2012-08-17 Il Messaggero
2012-08-17 Il Corriere dell’Umbria
2012-08-17 La Nazione
2012-08-17 Il Giornale dell’Umbria

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Linee guida per la sicurezza nelle immersioni in grotta

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) attraverso la propria Commissione Speleo-Subacquea e la propria Scuola Nazionale Tecnici di Soccorso Speleosubacqueo – le due strutture del CNSAS cui sono demandate le operazioni in ambiente confinato ed allagato – ritiene importante offrire all’opinione pubblica ed agli operatori del settore alcune fondamentali linee guida maturate nel corso di 50
anni di esperienza nella prevenzione e nel soccorso medicalizzato agli infortunati in ambiente ostile.
Il soccorso speleologico, già dalla sua costituzione nel 1965, si è occupato delle grotte aeree e di quelle subacquee sia per il soccorso che per la prevenzione, in aderenza a quelli che sono i compiti istituzionali assegnati al CNSAS dallo Stato.
Nel 1984 è stata costituita la Commissione Speleo-Subacquea (Com Sub), un organismo specialistico ed operativo con il compito principale della prevenzione e del soccorso in ambiente confinato ed allagato (grotte subacquee ed altri ambienti sommersi).
Sulla base dell’esperienza come speleosubacquei e speleosoccorritori dei componenti della Com Sub e del patrimonio di conoscenze acquisite e maturate dal CNSAS sulla base di un trentennio di operazioni di soccorso e di analisi degli incidenti avvenuti in grotte subacquee in Italia e in tutta Europa, sono state elaborate e sintetizzate 20 regole per affrontare le immersioni in grotta in piena sicurezza.
Queste regole di sicurezza sono state recepite e pienamente accettate dalla comunità speleosubacqea internazionale, sono state messe alla prova nel corso di innumerevoli esercitazioni ed interventi e sono offerte dal CNSAS a tutti gli interessati .
Queste regole pratiche sono volte ad eliminare tutte quelle situazioni di potenziale pericolo che purtroppo hanno generato e generano incidenti. Anche se al momento non è stata ancora pienamente chiarita la dinamica del recente incidente costato la vita a 4 subacquei nella Grotta degli Occhi di Palinuro, dall’ analisi di precedenti eventi analoghi emerge chiaramente che la causa risiede sempre nella mancata osservazione di uno o più dei principi indicati dalle regole di sicurezza.
La mancata applicazione di corrette metodologie, l’ utilizzo di materiali inadeguati, la mancanza di preparazione e di esperienza costituiscono una situazione potenziale di grave pericolo.
Nonostante il progresso tecnico e l’evoluzione dei materiali in tutti questi anni, le regole e i metodi per utilizzare quelle tecniche e quei materiali restano ancor oggi valide perche quelle raccomandazioni sono basilari per la sicurezza di chi, per diletto o per lavoro, opera in ambiente speleo subacqueo.
Le regole sono elencate nel documento qui allegato.
Roberto Carminucci
Coordinatore Nazionale CCD

 

Linee guida per la sicurezza nelle immersioni in grotta
1) Svolgere la propria attività in contatto con club o persone che praticano da tempo la speleologia subacquea.
2) Conoscere i propri limiti, essendo consapevoli della propria reale esperienza nelle immersioni speleo subacquee.
3) Essere consapevoli che _NON ESISTONO _”sifoni (grotte) piccoli” o “sifoni (grotte) facili” che si possono affrontare con minore concentrazione o con attrezzature ridotte.
4) Conoscere perfettamente l’attrezzatura utilizzata, il suo funzionamento, la sua dislocazione sul corpo.
5) Programmare _SEMPRE _l’immersione.
6) Utilizzare SEMPRE LA SAGOLA GUIDA – segnata almeno ogni dieci metri con la distanza progressiva e la direzione
di uscita. NON FIDARSI MAI DI SAGOLE VECCHIE: POSSONO ESSERE MOLTO PERICOLOSE. La sagola è il solo
mezzo che riconduce all’esterno. NON PERCORRERE NEPPURE UN METRO SENZA L’AUSILIO DELLA SAGOLA GUIDA!
7) Per allontanarsi dalla sagola guida principale, utilizzare SEMPRE la sagola ausiliaria di sicurezza. NON LASCIARE MAI LA SAGOLA PRINCIPALE SE NON CON LA SAGOLA AUSILIARIA.
8 ) Lo speleosub che svolge la sagola deve fissarla bene affinché non si ingarbugli, non si impigli o peggio si tagli. UNA SAGOLA MAL POSIZIONATA PUO PROVOCARE INCIDENTI.
9) Utilizzare SEMPRE almeno DUE bombole indipendenti, con protezioni per la rubinetteria.
NON UTILIZZARE MONO BOMBOLA O BIBOMBOLA CON RUBINETTERIA CHE RACCORDA LE DUE BOMBOLE.
10) Utilizzare SEMPRE erogatori affidabili con raccordi DIN. Ciascun erogatore DEVE essere munito di manometro.
11) Utilizzare NON PIU DI UN TERZO dell’aria a disposizione per il percorso di andata. Respirare alternativamente da
tutte le bombole cambiando erogatore ogni 10- 20 bar di consumo d’aria. UN TERZO dovrà essere utilizzato per il ritorno e UN TERZO costituirà una riserva, da usarsi in caso di emergenza.
12) Utilizzare SEMPRE almeno TRE fonti luminose indipendenti, di cui DUE che abbiano una durata superiore all’immersione programmata.
13) Sistemare le fonti luminose sul casco per avere le mani libere.
14) Utilizzare il giubbotto ad assetto variabile (GAV).
15) Immergersi con orologio, profondimetro, e tabelle/computer,

16) Sostituire il coltello da sub con un tronchesino, che permetta di tagliare corde di un certo diametro o cavetti di acciaio.

Il tronchesino va portato sul braccio. NULLA DEVE ESSERE FISSATO ALLE GAMBE. La sagola guida potrebbe impigliarsi e sarebbe difficile liberarsene.


17) Utilizzare di norma il salva pinne.
18) NON RESPIRARE MAI l’aria delle eventuali bolle lungo i sifoni. Essere estremamente cauti nel respirare l’aria delle cavità oltre i sifoni.
19) Prima di ogni immersione accertarsi del perfetto funzionamento di tutta l’attrezzatura. Erogatori e manometri devono essere raccolti sul corpo, visibili e a portata di mano.
20) Lo speleosub NON è un subacqueo di acque libere. L’attività speleosuacquea ESCLUDE il sistema di coppia. LO SPELEOSUB DEVE ESSERE INDIPENDENTE, cioè in grado di immergersi da solo, contando su se stesso e sulla propria
preparazione per immergersi con assoluta sicurezza.

ALPINISTA PRECIPITA DURANTE ARRAMPICATA PRESSO FALESIA DI FERENTILLO (TERNI)

17 giugno 2012. Il Soccorso Alpino e Spelelogico dell’Umbria ha appena concluso un intervento presso la falesia di Precetto, Ferentillo (Terni) dove è in corso dalla giornata di ieri la 24 ore non-stop di arrampicata sportiva “Arrampicando con Zazzà”, l’appuntamento per gli amanti del verticale organizzato dall’Associazione “Stefano Zavka” di Terni.

L’appuntamento, oramai giunto alla quinta edizione, riunisce un numero sempre maggiore di arrampicatori e neofiti sotto le belle pareti di Ferentillo.

Proprio in virtù della forte presenza di scalatori attesa nel corso della due-giorni , il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria ha organizzato un presidio fisso a ridosso delle pareti di arrampicata garantendo la presenza di propri tecnici soccorritori lungo tutto l’arco della manifestazione.

E proprio la presenza di tale presidio ha consentito il pronto intervento stamane del Soccorso Alpino dell’Umbria a seguito di un incidente intervenuto a S.B., sessantaduenne ternano, che all’altro capo della corda, stava facendo sicura al proprio compagno di cordata impegnato nell’arrampicata.

L’improvvisa caduta del primo di cordata ha provocato un violento contraccolpo sulla corda di sicura tale da scagliare in modo violento il compagno contro la roccia.

Il tempestivo ed efficace intervento dei tecnici del Soccorso Alpino ha fatto si che i due alpinisti fossero recuperati in modo immediato evitando loro ulteriori complicazioni collegate ad una eventuale permanenza in parete.

Il sessantaduenne ternano, che ha riportato la frattura esposta del braccio destro, è stato poi prontamente trasportato dall’ambulanza del 118 all’Ospedale di Terni.

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Ricerca scomparso in Località Rosaro, Comune di Acquasparta – Terni

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria allertato dall’Arma dei Carabinieri del Comune di Acquasparta, ha avviato questo pomeriggio le ricerche di M.M. , 44 anni, residente a Terni ma nativo di Rieti.

L’allarme è stato lanciato dai familiari preoccupati dall’allontanamento immotivato dell’uomo dal proprio domicilio dalla giornata di ieri.

Le ricerche, coordinate dal maresciallo dei Carabinieri Luca Rossi , si stanno concentrando su un’area ricompresa in Loc. Rosaro, comune di Acquasparta, circoscritta grazie alla individuazione del segnale telefonico cellulare.

Ad effettuare sul posto le ricerche sono presenti undici tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria tra cui anche Tecnici di Elisoccorso abilitati alla ricerca a bordo di elicotteri, oltre a Carabinieri, Vigili del Fuoco e tecnici del Corpo Forestale.

Alle ricerche partecipano anche due elicotteri, un NH 500 del Corpo Forestale dello Stato di stanza a Rieti pilotato dal Comandante Luca Scipioni e un 412 dei Vigili del Fuoco di stanza a Ciampino pilotato dal comandante Gioino Dirocco.

Si allega sintesi di rassegna stampa cartacea e web:

2012-05-27 Il Giornale dell’Umbria
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