Il soccorso speleologico

Foto Dolores Porcu Fois

Foto Dolores Porcu Fois

Il Soccorso Speleologico del C.N.S.A.S. è stato istituito nel 1966. Ha una propria direzione e opera come unica struttura nazionale, con un organico di circa 780 volontari, di cui 40 medici. La struttura è suddivisa in 15 Delegazioni territoriali (Zone).

La sezione speleologica del C.N.S.A.S. è chiamata ad intervenire per prestare soccorso alle vittime di incidenti all’interno di cavità ipogee, alle quali fornisce un servizio altamente specializzato che, oltre ai tecnici del recupero, vede la costante presenza di un medico speleologo appositamente addestrato per la medicina d’urgenza ipogea. Il soccorso speleologico del C.N.S.A.S. è l’unico ente in grado di fornire un soccorso medicalizzato all’interno di cavità ipogee. Inoltre, l’Autorità Giudiziaria si è spesso avvalsa della collaborazione di membri del Soccorso Speleologico per indagini in ambienti particolarmente difficili. Infine, la capacità dei tecnici di soccorso speleologico di operare in sicurezza in ambienti estremi ha fornito nel tempo diverse occasioni per rendersi preziosi nell’assistere popolazioni civili colpite da gravi calamità:

terremoto Friuli ’76
terremoto Irpinia ’80
alluvione Versilia-Garfagnana ’96
terremoto Umbria-Marche ’97
terremoto Abruzzo ’09
alluvione Sicilia ’10

Nel soccorso speleologico sono attive alcune commissioni che centrano il loro lavoro su specifiche problematiche quali le tecniche del recupero, la medicina ipogea, il soccorso speleo-subacqueo, gli interventi in forra (gole e orridi), la comunicazione e i sistemi di disostruzione.
Importantissimo è il lavoro di prevenzione svolto dal soccorso speleologico che è rivolto in particolare agli speleologi, ma non solo ad essi. L’obiettivo è duplice; da un lato è mirato a prevenire gli infortuni, dall’altro serve a fornire le competenze necessarie per reagire in maniera adeguata ad un incidente.

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