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10 dicembre 2017 17:46 Link
NOTTATA DI LAVORO PER IL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA CHE HA RECUPERATO UNO SPELEOLOGO COLTO DA SFINIMENTO ALL’INTERNO DELLA GROTTA DEL MONTE CUCCO.
È stata una nottata insonne per i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) che sono intervenuti nel salvataggio di uno speleologo colto da sfinimento all’interno della grotta del Monte Cucco.
L’allarme per soccorrere l’uomo, A.B., perugino di 30 anni, è scattato poco dopo le 22:00 di Sabato 9 dicembre.
Venti operatori del SASU si sono recati sul posto: il tracciato innevato e ghiacciato a causa delle basse temperature, ha richiesto l’impiego di mezzi fuoristrada; mentre, l’ascesa a piedi, anch’essa in ambiente impervio, è stata effettuata con tecniche alpinistiche mediante l’uso di piccozze e ramponi.
I tecnici del SASU, raggiunto l’ingresso della grotta situato a 1400mt di quota, si sono suddivisi in due squadre in base alle loro competenze: una squadra del soccorso speleologico si è calata nella grotta ed ha raggiunto l'uomo, che è stato rifocillato e scaldato. È stato quindi assistito sino all’esterno della grotta, dove è stato affidato alla squadra del soccorso alpino che lo ha accompagnato sino al parcheggio auto.
Durante il recupero lo speleologo è stato assistito dai sanitari del SASU.
L’intervento si è concluso dopo quattro ore, le squadre sono poi rientrate nelle loro sedi dopo le 04.00 del mattino.
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06 dicembre 2017 22:39 Link
Novembre e Dicembre generalmente sono dei mesi in cui fortunatamente diminuiscono gli interventi del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU)... Un momento intermedio tra la stagione estiva e quella invernale... Un periodo per riposare? No! 🙂 Un ottimo periodo per svolgere esercitazioni e formarsi al meglio per i prossimi interventi di soccorso!
Proprio per questo, dopo la giornata di ieri effettuata con la Polizia di Stato a Monte Cucco oggi è toccato ai nostri tecnici per il Soccorso in Forra.
Lo scenario, quello incantevole della Cascata delle Marmore, in una mattinata caratterizzata dalle temperature sotto zero, ha visto i nostri tecnici impegnati in un evento formativo ed esercitativo dove gli uomini e le donne del SASU hanno simulato il recupero di una persona infortunata in forra.
Il paziente, una volta raggiunto dai sanitari e tecnici del SASU, è stato prima stabilizzato e curato con presidi medici sanitari ed in seguito recuperato, mediante tecniche alpinistiche e Speleologiche, con la speciale barella stagna, ideata e sviluppata dalla Scuola Nazionale Forre del Corpo Nazionale Soccorso Alpino Speleologico.
L'evento rientra nei periodici appuntamenti che la Scuola Regionale del SASU effettua nel corso dell'anno, come previsto dal piano formativo nazionale e dalla Legge 74/2001, per il mantenimento delle qualifiche dei tecnici del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).
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05 dicembre 2017 19:11 Link
SASU E POLIZIA DI STATO SI ADDESTRANO A MONTE CUCCO
Si è svolta oggi, presso l’area di atterraggio del volo a vela di Sigillo, la periodica esercitazione tra il Nucleo elicotteri della Polizia di Stato ed il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU).
L’esercitazione in questione, frutto di una convenzione ormai pluriennale tra Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) e la Polizia di Stato, ha visto coinvolti i tecnici del SASU, Servizio Regionale del CNSAS, nell’addestramento con il I Reparto Volo della Polizia di Stato con base a Pratica di Mare.
Durante l’addestramento, il personale del SASU ha avuto modo di effettuare diverse simulazioni di intervento in ambiente impervio e ostile mediante l’utilizzo del verricello dell’elicottero AW 139 in dotazione ai militari.
Formazione reciproca tra equipaggi del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria e mezzi della Polizia di Stato, in un percorso formativo che ha come obiettivo l'integrazione l'affiatamento e la crescita reciproca.
Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha inoltre convenzioni attive con Esercito Italiano, Guardia di Finanza, Aeronautica, Marina Militare, nello sviluppo di questo percorso formativo.
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02 dicembre 2017 15:05 Link
❄️ Un'informazione utile, da condividere. Prima di una qualsiasi escursione invernale ricordati sempre di consultare il bollettino niveo-meteorologico regionale o locale. All'interno troverai anche una sezione dedicata al rischio valanghe, con una scala del pericolo che va da debole a molto forte. Scialpinismo, free ride, fuori pista, arrampicata su ghiaccio, ciaspolate: le attività invernali sono entusiasmanti, ma ricordati sempre di portare con te una buona dose di prudenza e responsabilità 🙂 buona stagione sulla neve a tutti!
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18 novembre 2017 19:57 Link
“Senza possibilità di errore”, il film sulle imprese del Soccorso Alpino e Speleologico.
Manca poco...
Lunedì 20 novembre alle ore 21:00 presso il cinema Postmodernissimo di Perugia.
Vi aspettiamo numerosi
Ingresso gratuito 😎
17 novembre 2017 18:49 Link
“Senza possibilità di errore”, il film sulle imprese del Soccorso Alpino e Speleologico
Il 20 novembre 2017 alle ore 21:00 presso il cinema Postmodernissimo di Perugia, il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) presenta in anteprima regionale la proiezione del film “Senza possibilità di errore - Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico”.
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10 novembre 2017 18:58 Link
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10 novembre 2017 13:46 Link
CONFERITO AL SASU IL PREMIO NAZIONALE “BANDIERA VERDE AGRICOLTURA “ DALLA C.I.A.

Questa mattina, nella Protomoteca del Campidoglio, la Confederazione Italiana Agricoltori ha insignito il Soccorso Alpino Speleologico Umbria (SASU) del premio nazionale “Bandiera Verde Agricoltura” con la seguente motivazione: “Un riconoscimento speciale per l’impegno che ha saputo mettere a disposizione della collettività per gestire le operazioni di soccorso e prestare assistenza alle popolazioni colpite dal terremoto.
Nel corso delle emergenze nell’Italia Centrale, in particolare in Umbria, Il SASU si è distinto nelle operazioni di soccorso e assistenza delle popolazioni della Valnerina con particolare riferimento a quelle di Castelluccio di Norcia.
Tra le attività svolte in questo periodo, si segnalano anche la gestione di servizi mensa del centro operativo regionale avanzato di Norcia e il contributo per le realizzazione di una stalla di emergenza in legno.”
È con rinnovato orgoglio che il SASU riceve questo premio che non può che accrescere l’impegno sul territorio e le sue persone.
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05 novembre 2017 16:20 Link
Fiuto d'acciaio e una gran predisposizione al lavoro: sono i cani "molecolari" del CNSAS. Grazie alla loro abilità olfattiva contribuiscono a trovare ogni anno molte persone disperse. Come fanno? Ve lo raccontiamo in questo filmato, dove i molecolari - e i loro conduttori - sono messi alla prova nello scenario che sempre più spesso richiede l'attivazione del soccorso alpino: la ricerca di persone disperse in ambiente ostile.
04 novembre 2017 16:01 Link
4 novembre 2017 - FESTA DELLE FORZE ARMATE E DELL'UNITA' D'ITALIA.
Il rapporto del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico con le Forze Armate, nel settore civile del soccorso, è stata ed è una realtà consolidata nel tempo a favore di tutta la comunità.
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30 ottobre 2017 22:44 Link
CONFERITA AL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA LA “CARTA DELLA CITTADINANZA EUROPEA”

Al I anniversario del terremoto del 30 ottobre 2016, durate la mattinata odierna, alla presenza del Capo Dipartimento della Protezione Civile Angelo Borrelli, il Sindaco del Comune di Norcia, Nicola Alemanno, ha conferito al Soccorso Alpino Speleologico Umbria la “Carta della Cittadinanza Europea”, riconoscendo con gratitudine e stima il servizio svolto dagli uomini e donne del SASU in occasione dei devastanti eventi dello scorso anno. È stata altresì consegnata, a mani della Presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, una simbolica pietra proveniente dalle macerie di Norcia.
Nel pomeriggio, il Sindaco ha consegnato la “Carta” anche al Presidente del SASU Mauro Guiducci ed al Vice Presidente Matteo Moriconi, attivamente e costantemente presenti sul territorio da un anno.
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30 ottobre 2017 08:40 Link
7.40 del 30 ottobre 2016. DOVE TUTTO FINISCE E TUTTO EBBE INIZIO.

Eh no, non era finita. Mancava il colpo di grazia. Alle ore 7.40 del 30 ottobre veniamo svegliati da una violenta scossa di terremoto.

I telefoni squillano all’impazzata, le notizie che arrivavano sono sconcertanti, si parla di paesi rasi completamente al suolo, di ponti e strade crollate e la zona dell’epicentro è sempre la stessa.
Immediatamente organizziamo le squadre dei soccorritori umbri che si mettono subito in moto. Intanto la Centrale Regionale 118 ci manda la prima richiesta per una persona rimasta sotto alle macerie della propria abitazione nella frazione di Forca Canapine nel Comune di Norcia. Viste le condizioni della viabilità, decidiamo subito di far decollare l’elisoccorso del 118 “Icaro02” con a bordo un medico anestesista rianimatore e un tecnico di elisoccorso del Soccorso Alpino e Speleologico. Date le prime disposizioni, decidiamo di partire in direzione Norcia, con noi altri soccorritori del Soccorso Alpino e Speleologico di altre Regioni.
Col passare dei minuti le richieste di intervento da parte della Centrale Operativa 118 si accavallano l’una con l’altra. A Norcia e tutte le frazioni risultano isolate perché sulla Valnerina sono cadute molte frane. Non si segnalano vittime ma solo molte richieste di soccorso per persone colpite da malore a causa dello spavento per la violentissima scossa. Arriviamo a Norcia con qualche problema a causa dei molti crolli sulle strade e installiamo subito il nostro Centro di Coordinamento dei Soccorsi perché anche il Centro Operativo Comunale è inagibile.
Sui volti della gente c’è la disperazione, il clima che si respira è disarmante, le persone sembrano in uno stato catatonico, dopo due mesi di scosse, e quando pensi che sia finita,ne arriva una più forte di tutte, la più forte degli ultimi 30 anni e devi ricominciare tutto da capo.
Non possiamo lasciarci coinvolgere.
Molte frazioni di Norcia sono ancora isolate e devono essere raggiunte, anche a piedi se necessario. Il nostro tecnico dell’elisoccorso 118 “Icaro02” di ritorno da una missione di soccorso ci segnala che sulla piazza di Castelluccio ci sono una ventina di persone e che la maggior parte delle abitazioni sono crollate. Decidiamo subito di mandare una squadra a bordo di un fuoristrada, ma la strada non c’è più, dobbiamo cercarne una alternativa.
Nel frattempo le richieste di supporto da parte della Centrale Operativa 118 sembrano diminuire ma aumentano invece le richieste di aiuto per gli abitanti delle frazioni isolate per l’approvvigionamento di beni di prima necessità e, in molti casi, per evacuarli da quei posti non più abitabili. E’ una corsa contro il tempo, la terra continua a tremare sotto i nostri piedi. Percorriamo le strade sempre con uno sguardo verso l’alto, cerchiamo di non pensare che quei massi in equilibrio precario potrebbero staccarsi da un momento all’altro. Intanto le ore passano e ancora nessuna risposta dalla nostra squadra in ricerca della strada alternativa per Castelluccio.
Decidiamo quindi di optare per l’elicottero. Di concerto con il Dipartimento della Protezione Civile chiediamo un elicottero del reparto volo della Guardia di Finanza che, con a bordo i nostri tecnici, trasporterà beni di prima necessita a Castelluccio.
Completiamo gli interventi a notte fonda, poi rientriamo a Norcia, un pasto caldo nel parcheggio diventato la nostra base e via a riposare nei mezzi. E’ freddo e cala la nebbia, con l’imbrago ancora in dosso, siamo tutti lì, 70 tecnici schierati, in attesa, la felicità per il fatto che il terremoto più forte degli ultimi 30 anni non ha mietuto vittime, lascia il posto ad un misto di apprensione e angoscia, la viabilità non esiste più, molte frazioni si raggiungono con difficoltà, la stessa strada per Norcia è franata in più punti e potrebbe succedere ancora. Siamo uomini e donne di montagna, sappiamo che lassù tra i monti devastati e irriconoscibili dopo l’ultima feroce scossa c’è un mondo, fatto di uomini e animali che non sono riusciti a scendere a valle e che potrebbero aver bisogno di noi.
Negli oltre 50 giorni di emergenza la nostra casa è stato il camper parcheggiato sempre lì, nel parcheggio che sarebbe diventato poi il Centro Operativo Avanzato Regionale – COAR - della Regione Umbria.
Abbiamo inventato strade ogni giorno diverse per arrivare nelle frazioni isolate.
Abbiamo raggiunto ogni giorno Castelluccio, con molte difficoltà, approvvigionando uomini e animali di cibo, medicinali e generi di prima necessità, accompagnandoli fino all’ultimo giorno di permanenza. Abbiamo recuperato quel poco che potevamo dalla loro Chiesa e dalle loro case e trasportato a valle le poche cose che gli erano rimaste.
Ci siamo inventati contadini e pastori per aiutarli a recuperare le loro attrezzatture e i loro prodotti, a caricare animali nei camion ed a transumare a valle pecore, cavalli e vacche.
Abbiamo accompagnato giornalisti, politici e tecnici fin lassù, per dare voce alla disperazione della gente, visibilità ad un luogo a noi familiare e speranza alla ricostruzione.
Abbiamo vigilato sulle montagne a noi tanto care, abbiamo controllato i “nostri” sentieri e i “nostri” rifugi, abbiamo sfornato ogni giorno un pasto caldo per chi lavorava al COAR di Norcia, fino al 20 Dicembre, quando anche l’ultimo abitante ha lasciato Castelluccio e a Norcia sembrava si fosse ricreata una certa normalità. Quando arrivò l’emergenza neve, eravamo provato, stanchi, ma ancora una volta pronti ed operativi.
In questo lungo anno il legame con il territorio e le persone si è rafforzato, perché dall’emergenza, poi, siamo passati all’urgenza: quella delle persone di questi luoghi che devono tornare a vivere.
Quando è arrivata la primavera, abbiamo portato studiosi che dovevano sondare faglie e depressioni, mentre raccontavamo loro come la terra non avesse mai smesso di tremare ed i nostri telefoni squillare: le persone avevano bisogno di sentirci, fosse anche solo per essere tranquillizzati. Gli agricoltori erano tornati a seminare, ma con le strade ridotte in quel modo e le ditte a lavorarci, bisognava garantire un presidio di emergenza per soccorrere eventuali necessità, soprattutto quando la strada per Castelluccio è stata riaperta per dare un po’ di respiro ai ristoratori che potevano così accogliere i turisti.
Nel frattempo abbiamo effettuato anche operazioni insolite: aiutare una vacca a partorire, tubi dell’acqua da riparare, mezzi agricoli da recuperare dalle macerie
E mentre non mancava mai la nostra presenza e supporto lassù, gli interventi in ambiente impervio continuavano senza sosta. In un anno di sisma e post sisma ne abbiamo quantificati oltre cento.
Ora è tornato l’autunno, il freddo, di nuovo sarà la neve. Noi siamo ancora qui come le aquile a vigilare dall’alto questa, ormai NOSTRA, gente che sta riprendendo lentamente la sua vita, faticosamente e dignitosamente, pronti a scendere in picchiata per intervenire in caso di necessità.
Ci chiedono il perché di questo legame. Noi quelle montagne le conosciamo palmo a palmo: sono i luoghi dove ci addestriamo da sempre e dove più spesso interveniamo per soccorrere. È dove respiriamo quell’odore familiare, quello di casa nostra.
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27 ottobre 2017 19:44 Link
ESCURSIONISTA RECUPERATO DAL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA E 118.
Nel primo pomeriggio di venerdì 27 ottobre, il Soccorso Alpino e speleologico Umbria (SASU) è intervenuto all'interno del Parco della Cascata delle Marmore per soccorrere un escursionista colto malore.
L’escursionista P.L. del Pavese è stato raggiunto dalla squadra del SASU insieme al personale del 118.
Prestate le prime cure del caso l'uomo è stato accompagnato fino all'autoambulanza.
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26 ottobre 2017 22:48 Link
No, non era finita. E non lo sarebbe stata ancora.

26 ottobre 2016, ore 19:11.
Chi sta tornando a casa dal lavoro, chi sta preparando la cena, chi sta abbracciando un figlio, un amore. Smetti. Una scossa. Terremoto. È tornato. Squilla il telefono, “quel” telefono e quella suoneria che si chiamano emergenza.
La configurazione è quella ormai nota: indossi la divisa, prendi il borsone, ti accerti di avere tutta l’attrezzatura: hai preparato tutto con cura, attenzione, ancor più maniacale dopo il terremoto di agosto che... non c’è tempo per i ricordi, devi solo pensare ed organizzare, forza. Automezzi in formazione: partono squadre da Perugia e Terni, direzione Valnerina. Battiamo ogni paese da Monteleone di Spoleto a Preci. Massi, tanti massi: alcuni enormi, uno grande quanto un furgone; per superarli bisogna fare zig-zag, spostarli a mano in qualche caso. Qualche crollo, ma fortunatamente nessun ferito. Non sono ancora terminati i controlli che alle 21:18 una seconda scossa, molto più potente della prima, colpisce nuovamente i paesi già gravemente lesionati. Stavolta il telefono squilla più forte: è la Direzione di Comando e Controllo (DiComaC) del Dipartimento della Protezione Civile, perché a Camerino e zone limitrofe sono stati segnalati crolli importanti e pertanto si temono persone coinvolte. Mentre qualcuno di noi resta in Valnerina, tutti gli altri convergono su Camerino dove istalliamo il nostro centro di coordinamento all interno di una palestra. Anche qui crolli, ma nessun ferito, grazie al cielo.
Un’altra notte insonne, un altro giorno per dirci, sollevati, che va tutto bene. Si torna a casa.

Ancora per una manciata di giorni...
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23 ottobre 2017 17:39 Link
DUE INTERVENTI PER IL SASU NEL FINE SETTIMANA
Sabato 21 ottobre, nella tarda mattinata, il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è intervenuto nei pressi di Città della Pieve per soccorrere un cacciatore, 65 anni B.S., infortunato in un fosso dentro il bosco.
Sul posto oltre al personale del SASU, 118, VVF e Carabinieri di Città della Pieve, è intervenuto anche l'elisoccorso Icaro 02 del 118, con a bordo un medico anestesista rianimatore ed un tecnico di elisoccorso del SASU.
Il giorno seguente, Domenica 22 ottobre, ancora un intervento del SASU per soccorrere un biker infortunatosi durante una manifestazione ciclistica. Il biker, M.M. di 19 anni, una volta recuperato è stato trasportato dal mezzo del SASU fino all'autoambulanza.
19 ottobre 2017 21:57 Link
Nel pomeriggio di oggi, giovedì 19 ottobre, dopo aver lottato per quattro giorni, il cuore di Davide Tronconi, tecnico trentanovenne del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia Romagna, ha cessato di battere. Troppo gravi sono stati, infatti, i traumi riportati nell’incidente stradale dello scorso 15 ottobre a Ligonchio mentre con alcuni colleghi della Stazione Monte Cuna di Reggio Emilia stava portando soccorso ad un escursionista in difficoltà.

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria desidera abbracciare in modo fraterno la compagna, unendosi al lutto e al dolore della famiglia di Davide. Un abbraccio anche a tutti i volontari del Soccorso Alpino e Speleologico Emilia-Romagna perché sappiano mantenere inalterata la passione per la montagna e per le sue comunità, e perché sappiano, nel ricordo autentico di Davide, mantenere inalterato i valori di un servizio fondamentale per il nostro territorio.
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19 ottobre 2017 19:09 Link
CACCIATORE RECUPERATO DAL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA
Nel primo pomeriggio del 19 ottobre 2017, intorno alle 14:30 il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria (SASU) è stato allertato, per soccorrere un cacciatore precipitato nella zona Vocabolo Rancio nei pressi della Frazione di Miranda nel comune di Terni.
L’uomo, P.M. di 50 anni del Reatino, stava partecipando ad una battuta al cinghiale, quando sporgendosi sopra ad una parete rocciosa di circa 15 metri, ha perso l’equilibrio, precipitando al suolo.
Sul posto oltre alle squadre di soccorso del SASU via terra, è intervenuto anche l’elisoccorso del 118 “Icaro02” con a bordo un medico anestesista rianimatore ed un tecnico di elisoccorso del SASU.
A causa dell’ostilità dell’ambiente in cui si trovava il ferito, un terrazzino sulla parete rocciosa, all’arrivo delle squadre - 118, SASU, VVF -, alcuni soccorritori del SASU hanno provveduto a mettere in sicurezza lo scenario con delle corde fisse al fine di consentire il camminamento dei soccorritori e diminuire il rischio di caduta dall’alto; altri, con tutti i soggetti intervenuti, si sono occupati di stabilizzare le condizioni di salute dell’infortunato, riscontrandogli alcuni traumi.
Messo in sicurezza lo scenario e prestate le prime cure all’infortunato, l’elisoccorso del 118 “Icaro02” ha recuperato il paziente mediante l’utilizzo del verricello e trasportato alla Aviosuperfice Alvaro Leonardi dove ad attenderlo c’era una autoambulanza del 118, che lo ha condotto all’ospedale di Terni.
16 ottobre 2017 20:13 Link
GLI ANGELI DEGLI ANGELI
È passato quasi un anno dal quel giorno benedetto, quando due angeli provenienti da molto lontano scesero dalle terre lombarde per raggiungerci a Norcia.
Stavamo vivendo giornate frenetiche: il nostro lavoro era diventato incessante dal quel 24 agosto, giornata che ancora scotta sulla nostra pelle.
Dalla notte di quel 24 agosto, i nostri tecnici volontari hanno lasciato lavoro e famiglia per mettere a disposizione le loro competenze per chi ne avesse bisogno: alpini, speleologi e torrentisti tutte persone preparate ad affrontare le situazioni più pericolose, ma con saggezza ed esperienza. Senza contare il loro naturale altruismo, motore di tutto quel fare.
Da subito, la necessità salvare più vite possibili: una corsa contro il tempo. Il tempo. Sempre troppo lungo quando dovevamo attendere l’estrazione di una vita dalle macerie, sempre troppo breve quando dovevamo noi rialzarci, moralmente e fisicamente, quando di nuovo veniva richiesto il nostro supporto.
Così con il secondo terremoto, quello del 26 ottobre 2016, dove, per fortuna, non ci sono state vittime ma solo danni alle cose; così con il terzo terremoto, pochi giorni dopo, il 30 ottobre, dove la terra subisce uno sconquasso tale da avere cambiato la morfologia del nostro Paese.
I nostri tecnici volontari di nuovo in opera; stavolta la viabilità è devastata in maniera irreparabile e molte frazioni dell’Umbria sono isolate: una tra tutte la nostra amata Castelluccio di Norcia, per noi ormai di casa “Castel Monte Precino”, lì oltre al paese praticamente raso al suolo, anche il morale degli abitanti è allo stesso livello.
Giorni e giorni di attività intense, inizialmente come servizio tecnico di urgenza emergenza sanitaria, poi come supporto alla Protezione Civile Nazionale e Regionale, il tutto riuscendo sempre a mantenere il nostro compito istituzionale, ossia portare soccorso a tutte quelle persone infortunate o disperse negli ambienti impervi e ostili della nostra cara Umbria.
Oltre alle emergenze di Protezione Civile per le quali siamo stati impiegati complessivamente per oltre 70 giornate, il 2016 è stato per noi un anno molto impegnativo anche sotto l’aspetto degli interventi di soccorso in ambiente impervio e ostile: 103 missioni di Soccorso e 106 persone recuperate.
Insomma quello del 2016 è stato veramente un anno impegnativo, dove oltre a mettere a dura prova i nostri tecnici volontari, sono stati messi a dura prova anche i materiali e mezzi che quotidianamente il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria usa.
Si sa, la funzione del Soccorritore Alpino e Speleologico richiede attrezzature sempre in buono stato, un moschettone, una barella per noi valgono più di ogni cosa: lì c’è attaccata la nostra vita e quella del malcapitato. Così in una giornata di fine novembre 2 angeli custodi provenienti dalla Provincia di Brescia e Lecco scesero giù al Centro Operativo Regionale di Norcia – quella che è stata la nostra casa fino al 18 di gennaio - per donare una barella e tanta bella ferraglia ai nostri soccorritori.
Anche se, a distanza di quasi un anno da quel generoso e nobile gesto, il materiale donato è diventato ormai vetusto e da sostituire a causa delle tante operazioni effettuate nel 2017 – la memoria corre veloce anche a quel 18 gennaio, quando intervenimmo nei soccorsi dell’hotel di Rigopiano - vorremmo ringraziare i nostri due angeli: la Kong e l' Associazione Umanitaria Padana Onlus per il prezioso gesto.
Siamo uomini di montagna, non siamo bravi con le parole e la riservatezza custodisce le nostre ed altrui vite, ma vogliamo ancora ringraziare chi, come noi, non cede mai allo sconforto e si adopera per il bene comune.
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15 ottobre 2017 17:21 Link
CACCIATORE DECEDUTO RECUPERATO DAL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA.
Pievelunga di Parrano, oggi domenica 15 ottobre, poco prima delle 13, il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria è intervenuto nel recupero di un cacciatore rimasto vittima di un incidente durante una battuta di caccia, F.M. di 79 anni.
I tecnici del SASU, giunti sul luogo dove si trovava il corpo dell’uomo, in un ambiente impervio - dopo la constatazione del decesso da parte dei sanitari del 118 e ricevuta l’autorizzazione del magistrato - hanno provveduto al recupero insieme al personale VVF. La salma è stata trasportata con la barella fino al fuoristrada del SASU, per poi essere consegnata al mezzo funebre. A coordinare le operazioni i Carabinieri della locale stazione.
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13 ottobre 2017 18:09 Link
Anche i Sanitari del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria hanno partecipato alle 5 intense giornate di formazione e aggiornamento dedicate alle tematiche del soccorso in ambiente impervio.

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