ACCORDO DI COOPERAZIONE TRA IL CORPO NAZIONALE SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO E IL CORPO FORESTALE DELLO STATO

Roma, 24 gennaio 2012 – E’ stato sottoscritto oggi un Accordo Quadro di cooperazione tra il Corpo Nazionale di Soccorso Alpino e Speleologico (C.N.S.A.S.) e il Corpo Forestale dello Stato (C.F.S.), presso l’Ispettorato Generale del C.F.S. in Roma.

Il Corpo Forestale dello Stato rappresentato dal Capo del Corpo Cesare Patrone e il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, rappresentato dal Presidente Pier Giorgio Baldracco hanno siglato oggi un accordo che istituzionalizza un rapporto di collaborazione già in essere da diverso tempo tra i due Corpi, i cui punti salienti comprendono: operatività, formazione e prevenzione degli incidenti finalizzata a ridurne il numero in montagna.

Erano presenti inoltre all’incontro per il C.F.S. Il Capo del Servizio Primo ing. Fabrizio Bardanzellu, il Capo Divisione Terza ing. Mauro Capone, il Responsabile Nazionale Soccorso Alpino C.F.S. dott. Giancarlo Papitto, per il C.N.S.A.S., il Consigliere Nazionale Adriano Favre, il Presidente del Servizio Regionale Puglia William Formicola, il Presidente del Servizio Regionale Lazio Massimo Mari.

Roberto Carminucci

Coordinatore nazionale CCD

GRIGLIA DI ACCESSO AL CORSO FORMAZIONE OPERATORI DI SOCCORSO IN FORRA

foto Silvia S. Parasecolo

Domenica 22 gennaio si è svolta a Madonna dello Scoglio in Valnerina, la griglia d’ingresso per accedere alla Formazione SNaFor. Erano presenti 14 candidati del Soccorso Apino e Speleologico Umbria SASU, divisi tra Squadra Alpina e Squadra Speleo, che hanno affrontato varie  problematiche: dalla  stesura del mancorrente e progressione in discesa ed in salita, fino alle calate svincolabili, il tutto inframezzato da verifica di nodistica, autoassicurazione e soste d’abbandono.

E’ questo l’inizio di un iter che si prefigge l’approfondimento delle tecniche di soccorso negli ambienti acquatici, quali canyon e gole, sempre più frequentate da turisti ed amanti delle nuove discipline sportive quali il rafting ed il canyoning, che trovano adepti anche nel centro Italia.

Le forre accomonunano le difficoltà delle grotte, a quelle della montagna, unite, ai problemi legati all’acquaticità; pertanto le tecniche utilizzate per la progressione ed il soccorso sono un mix di derivazione speleologica ed alpinistica, con elementi propri, dovuti alla presenza di cascate e correnti spesso impetuose.

Le griglie di accesso alle formazioni richiedono standard elevati di preparazione in rispondenza al fatto che gli interventi avvengono spesso in condizioni estreme, atta a ridurre il rischio dei soccorritori stessi. Esercitazioni e formazioni occuperanno diverso tempo ai nuovi entrati, ma sono questi momenti importanti ed essenziali per la nuova squadra che, se arriverà indenne a fine percorso, si integrerà con quella già presente e qualificata all’interno della Delegazione Umbra.

Silvia Sigali Parasecolo

Prima giornata del modulo formativo neve per Operatori di Soccorso Alpino

Domenica 21 gennaio al Parco Nazionale dei Monti Sibillini si è svolta la prima giornata di formazione in ambiente innevato rivolta agli aspiranti Operatori di Soccorso Alpino (OSA) del Servizio Regionale Umbria del CNSAS. All’evento hanno partecipato gli aspiranti OSA che ad ottobre hanno superato con esito positivo la verifica tecnica del modulo formativo roccia. Il gruppo Partito dal Pian Perduto di Castelluccio di Norcia è salito per il canale diretto alla cima di Palazzo Borghese per poi scendere dal canale di San Lorenzo dell’Argentella. Durante la giornata oltre a provare i vari tipi di ancoraggio che è possibile realizzare su neve, utili per la calata di una barella con infortunato su pendio, sono state approfondite le tecniche di movimentazione individuale mediante l’utilizzo di sci da scialpinismo, ramponi e Piccozza.
Importante per la riuscita di un intervento di soccorso oltre alle tecniche specifiche di movimentazione della barella è fondamentale essere allenati e muoversi in maniera adeguata sul terreno innevato, ed è per questo motivo che gli eventi formativi si svolgono in ambiente reale.
Alla giornata effettuata ne seguiranno altre dove si affronteranno argomenti quali la ricerca di sepolti in valanga ed il soccorso complesso su neve.
Al termine dell’iter formativo gli aspiranti verranno sottoposti a verifica da parte della Scuola Nazionale Tecnici (SNATE) la quale rilascerà la qualifica di Operatore di Soccorso Alpino (OSA) che è la qualifica base prevista nel CNSAS per essere operativo.

Foto e testo di

Angelo Grilli

Cane da soccorso, un amico di poche pretese

f.to Silvia Parasecolo

Racconto di una giornata sulla neve accanto agli amici a quattro zampe e i loro conduttori, in un’esercitazione interregionale ai Prati di Stroncone - 

Seguire le tracce, selezionare gli odori e scovare i figuranti in attesa, per sapere di aver raggiunto l’obiettivo. Segnalare poi il tutto, al suo istruttore. Questo e molto altro deve saper fare un cane da soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS). Il cane da ricerca è innanzitutto un compagno di vita e una presenza disciplinata, obbediente e coraggiosa ed un amico affidabile. Cane e conduttore lavorano insieme per diventare un’unità indissolubile: l’unità cinofila. Lui arriva dove l’intervento umano può essere difficoltoso (una fitta boscaglia, una valanga o peggio ancora una zona di macerie). In questo caso il cane diventa l’alter ego dell’uomo seguendo comandi dati a distanza, spesso solo a gesti: qualsiasi operazione di soccorso necessita di un’ottima comunicazione tra il conduttore e il suo cane, realizzata con molte ore di addestramento. Una decina, con altrettanti istruttori del corpo, quelli che si sono ritrovati a Prati di Stroncone, per un’esercitazione interzonale. Una giornata di lavoro con simulazioni operative di impiego cani da ricerca in superficie, cani molecolari e di un cane da soccorso per la ricerca di persone travolte da macerie.

Kamilla e Lisa, le cosiddette classe A, hanno aperto i giochi compiendo il ritrovamento del figurante in modo ottimale. E’ stata poi la volta di Piero che con grande agilità ha portato a termine i suoi esercizi e a ruota lo ha seguito Ugo anche lui Tolling Retriver che con allegria e diligenza svolge alla perfezione i suoi compiti. Emma e Charlie, i cani delle unità cinofile da ricerca di superficie (UCRS) dell’Umbria,  dopo un primo ritrovamento senza traccia, hanno eseguito con dovizia altri esercizi di ricerca cercando di intercettare la fonte dell’emanazione (cono di odore) che si propaga intensa all’origine e rarefatta lontano dalla fonte. Il lavoro di questi cani può sembrare complesso ai profani come me, in realtà, se il cane è motivato, risulta alquanto semplice perché sfrutta il suo senso più sviluppato.

Flap per esempio è un cane da maceria ed i suoi esercizi sono mirati alla ricerca di persone disperse nel corso di frane, terremoti, alluvioni o crolli. La sua agilità è chiara ed evidente. Le sue sono, oltre che prove di obbedienza e fiuto, delle prove di passaggio e superamento ostacoli. PierGiorgio è un Bloudhound ed è l’ultimo  a muoversi, forse per il suo faccione un po’ sornione. In realtà la sua agilità sorprende quando lo si vede in azione. Questi cani sono dotati di un olfatto sensibilissimo: memorizzano infatti molecole di odore quasi inesistenti e riescono a seguire queste minime tracce anche dopo giorni. L’obiettivo per lui è seguire una complessa traccia lasciata dal figurante e raggiungerlo senza concedersi distrazioni. Esercizio eseguito lla perfezione naturalmente, riuscendo in tal modo a mostrare come questi animali possano essere addestrati per seguire le tracce olfattive di una persona dispersa anche per diversi giorni, in situazioni estreme dovute a valanghe, boschi, luoghi affollati, al chiuso o all’aperto e come sia fondamentale l’intesa tra il soccorritore e il suo cane.

L’addestramento specifico del cane da ricerca inizia dopo un corso di educazione base e si protrae in maniera continuativa per tutto il periodo di tempo in cui il cane è in servizio attivo. La Scuola Nazionale, inoltre, garantisce la preparazione tecnica ed operativa di ogni realtà locale, dettandone linee guida coerenti con i miglior standards mondiali. Si tratta di cani affidabili, dunque, dal punto di vista dell’obbedienza e che hanno con il conduttore un rapporto consolidato basato sulla buona comunicazione. In più, il cane che inizia l’addestramento per la ricerca ha dimostrato di possedere doti di fiuto, curiosità e interesse per il lavoro specifico. L’Unità Cinofila da Ricerca del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico è affiatata, solidale, inscindibile e sinergica insieme, rappresentata dal Cane con il proprio Conduttore.

Ritrovato anziano disperso allontanatosi dalla casa di riposo

foto Francesco Berti

8 dicembre 2011 – Stroncone -M.P., anziano ospite della casa di riposo Villa Giulia a Col Martino, nei pressi di Stroncone, si era allontanato nella prima mattina di oggi facendo perdere poi le sue tracce. I responsabili della casa di riposo, non vedendolo tornare, hanno avvertito con tempestività le autorità competenti.

Si è immediatamente messa in moto la macchina dei soccorsi coinvolgendo i Carabinieri, gli uomini della Protezione Civile di Stroncone e il Soccorso Alpino e Speleologico Umbria SASU.

Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino CNSAS dell’Umbria, ha fornito, oltre le due squadre di ricerca di superficie ed un’unità cinofila da ricerca di superficie (UCRS), tutta la sua esperienza in fatto di  coordinamento delle operazioni necessarie ad interventi in luogo impervio .

Grazie a ciò sono terminate poco prima delle 13:00 le operazioni di recupero di M. P. che, seppur stanco, è stato ritenuto dai sanitari che lo hanno visitato, in buone condizioni e portato con l’ambulanza presso l’Ospedale vicino.

Silvia Sigali Parasecolo

foto Silvia Sigali Parasecolo

foto Silvia Sigali Parasecolo

Esercitazione Sater 2011 – Aereonautica Militare – CNSAS – Marina Militare

Piani di Verteglia, Monte Terminio (AV). Conclusa l’esercitazione nazionale di Soccorso aereo dell’Aeronautica Militare e del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS).  L’esercitazione ha simulato la ricerca di due aerei dispersi a seguito di un incidente nella zona dei Monti Picentini. I velivoli, due AMX, erano in “ricognizione a vista” ed hanno dato l’ultimo segnale nella zona di Contursi (AV). Quasi contemporaneamente segnalazioni pervenute al Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS) da parte di alcuni abitanti di Acerno e di un cercatore di funghi di Bagnoli Irpino (AV), comunicano boati ed esplosioni in zona. Gli elicotteri di soccorso dell’Aeronautica Militare decollano da Grazzanise (CE) e incominciano a perlustrare la zona, mentre il Soccorso Alpino e Speleologico contatta l’aeronautica militare per comunicare le segnalazioni ricevute. Il CNSAS viene coinvolto nelle ricerche (in base al protocollo di collaborazione AM-CNSAS) per le operazioni di terra, vista la natura impervia del territorio. Durante la giornata di martedì 15 novembre, due elicotteri hanno sorvolato la zona dei Monti Picentini alla ricerca dei velivoli. Uno viene individuato, mentre dell’altro vengono avvistati i rottami da alcuni escursionisti, nella zona del Lago Laceno. Dopo la sospensione notturna, le ricerche sono ricominciate mercoledì 16 novembre e si sono protratte per tutta la giornata. Sono state utilizzate 9 squadre tecniche (ognuna di 4 elementi), due squadre con unità cinofile da ricerca di superficie e due squadre medicalizzate, tutte del CNSAS. Grazie alle perlustrazioni aeree e alle segnalazioni pervenute durante le operazioni, è stato possibile individuare un’area all’interno della quale concentrare le ricerche. In particolare le squadre sono state convogliate in tre zone: la Valle dei Lupi, la zona di Acerno e il Lago Laceno. Intorno alle 15 di oggi i piloti dell’ AMX biposto (uno dei due velivoli dispersi) sono stati individuati. Le squadre medicalizzate hanno provveduto alla stabilizzazione dei feriti e all’imbarellamento, utilizzando presidi del CNSAS. Gli infortunati sono stati elitrasportati a bordo di un HH-3F e di un AB 212 e consegnati ai sanitari della misericordia di Montella e della CRI al posto medico avanzato, allestito all’interno del campo base, sui Piani di Verteglia. Data la natura impervia delle zone di ricerca, tutte le operazioni di sbarco ed imbarco dagli elicotteri, sono state effettuate con la tecnica del verricello e con i velivoli in stato di hovering. La manovra ha coinvolto tre elicotteri dell’Aeronautica Militare provenienti da Grazzanise, Cagliari e Pratica di Mare e un elicottero della Marina Militare. I tecnici del CNSAS impiegati durante le due giornate sono stati circa cento, provenienti da: Campania, Puglia, Molise, Calabria, Lazio, Marche e Umbria.

Commissione Comunicazione e Documentazione (CCD)

Rossana D’Arienzo Addetto Stampa CNSAS Campania

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Verifica di ingresso degli aspiranti Operatori di Soccorso Speleologico

Si è tenuta domenica 6 novembre presso la Grotta del Chiocchio a Castagnacupa di Spoleto, la griglia di ammissione aspiranti del Servizio Regionale Umbria IV Delegazione Speleologica del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico. Il superamento di tale verifica comporta l’inizio di un percorso approfondito che, nel giro di un anno circa, eleverà la qualifica di  aspiranti a quella di “Operatore di Soccorso Speleologico”. Il tragitto è duro e molto selettivo ma è questo il primo passo per poter essere operativi all’interno del corpo. Durante la verifica i ragazzi hanno dato modo di dimostrare la loro preparazione: armo della progressione, realizzazione di armi volti ad evitare l’acqua in possibili cascate, soccorso diretto “uomo a uomo” e prova di arrampicata in un pozzo di circa 20 metri con grado di difficoltà 4+. Oltre tutto ciò gli aspiranti hanno dimostrato la loro capacità di progressione in ambiente ipogeo trasportando ognuno un sacco attrezzisti del peso di 15 chili, sotto l’occhio attento degli istruttori ed aiuto istruttori della scuola regionale del Soccorso Speleologico Umbria.

Nella stessa giornata alcuni Tecnici di soccorso speleologico “TSS”  hanno sostenuto il mantenimento della loro qualifica con aggiornamenti da parte dell’Istruttore della Scuola , discutendo metodologie d’azione, nuove tecniche e modelli operativi.

La giornata nel complesso è stata molto ricca, sicuramente formativa per i futuri Operatori ed anche impegnativa per i Tecnici che, a fine verifica, hanno espresso giudizi positivi sul comportamento degli aspiranti in grotta e sulle future capacità di soccorrere in ambiente ipogeo.
Silvia Sigali Parasecolo
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Inaugurata la nuova sede del Soccorso Speleologico nazionale a Castelnuovo Garfagnana

Questa mattina, a Castelnuovo di Garfagnana (LU), è stata inaugurata la sede nazionale del Soccorso Speleologico del CNSAS, nell’area del Centro Intercomunale di Protezione Civile intitolato al Dott. Roberto Nobili, medico del CNSAS scomparso il 6 marzo del 2000, durante un’operazione di soccorso sulle Alpi Apuane.

La sede nazionale in Garfagnana, grazie alle caratteristiche del territorio e delle Alpi Apuane, sarà utilizzata principalmente per le attività di formazione specialistica dei volontari del CNSAS e rappresenta un obiettivo importante sia per la componente alpina che per quella speleologica. La sede verrà utilizzata da subito iniziando a partire dal prossimo corso sulla Ricerca Dispersi, a cura della Scuola Direttori delle Operazioni, che avrà luogo in novembre. Si terrà successivamente anche l’incontro, previsto per il prossimo anno, di tutte le organizzazioni di soccorso speleologico europee che conterà anche sulla presenza di osservatori del Dipartimento della Protezione Civile.

Alla cerimonia sono intervenuti il presidente nazionale Piergiorgio Baldracco, il vice presidente Corrado Camerini, il presidente regionale del SAST Marco Bertoncini, e i rappresentanti delle istituzioni regionali e locali, nonché del Gruppo Parlamentare Amici della Montagna.

Dopo la proiezione di un breve filmato sull’attività del Soccorso speleologico del CNSAS, è seguita la presentazione dei locali della sede a tutti i numerosi partecipanti e volontari del CNSAS giunti per l’occasione da tutto il territorio nazionale.

CCD – Commissione Comunicazione e Documentazione
CNSAS

Marmore ONE

Record di visitatori quest’anno alla Cascata delle Marmore nell’ambito della ormai consueta ONE, la tre giorni dedicata al mondo dell’outdoor, organizzata da 165m Marmore Falls, dalla Provincia e dal Comune di Terni e svoltasi dal 9 all’11 settembre nella magnifica cornice naturale dal 2006 dichiarata dall’Unesco patrimonio dell’umanità.

Tra gli eventi in programma anche una articolata dimostrazione da parte del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria che ha impegnato nella giornata di domenica numerosi tecnici appartenenti alla squadra forre, alla squadra speleo ed a quella alpina.

Le tre squadre hanno lavorato in modo sinergico simulando prima il soccorso e recupero di un ferito dalla cima della cascata tramite l’utilizzo di una barella canyon e poi il ritrovamento di un pescatore sorpreso dalla riapertura della acque sopra uno scoglio tra i gorghi travolgenti della rapida.

Il pubblico ha assistito con attenta trepidazione alle manovre spettacolari che hanno visto per prima la squadra forre calare la barella stagna con il simulante ferito dal primo salto di 90 metri sino all’ultimo salto della cascata.

A seguire la squadra speleo che ha allestito una teleferica grazie alla quale la barella ed il simulante ferito sono stati trasportati dalla base dell’ultimo salto della cascata sino al piazzale Bayron, sorvolando le rapide della cascata a piena portata per una lunghezza di oltre cinquanta metri e tenendo col fiato sospeso le centinaia di osservatori presenti.

Nel pomeriggio poi la simulazione di recupero di un pescatore figurante sorpreso dall’apertura della cascata sopra uno scoglio nel mezzo delle rapide tra il ponte di ferro e l’arco naturale.
I tecnici della squadra forre sfidando i gorghi hanno raggiunto il pescatore e lo hanno tratto in salvo grazie all’ausilio della squadra alpina che nel frattempo allestiva dalla sommità dell’arco naturale una teleferica con palo pescante.

chiara borgarelli

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Castelluccio di Norcia: parapendio precipita

Questo pomeriggio un pilota tedesco quarantaseienne, specializzato in volo di parapendio, si trovava sopra il rifugio Perugia, nei pressi di Castelluccio di Norcia, quando perdendo il controllo della vela, è precipitato rovinosamente.  Le squadre del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) sono intervenute sul posto insieme al 118 e ad una squadra dei Vigili del Fuoco. Grazie al coordinamento della Protezione Civile di Perugia è intervenuto un elicottero dell’esercito AB412, decollato da Viterbo che, in volo con NVG (Dispositivo per la visione notturna), ha prelevato, insieme al tecnico di Elisoccorso del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino (CNSAS) e un medico del 118, la barella trasportandola all’Aeroporto di Perugia. Per accogliere il pilota ferito era stata appositamente aperta l’Aviosuperficie di Terni attrezzata con piazzola certificata per l’atterraggio notturno, ma non vi era disponibilità di posti all’Ospedale di Terni. L’assenza poi di piazzole, nei pressi dell’Ospedale di Perugia ha richiesto l’intervento del coord. della Protezione Civile che, ritardando la chiusura dell’Aeroporto Internazionale di Sant’Egidio, ha consentito l’atterraggio del mezzo.

Il pilota, che riportava diverse fratture, è stato quindi trasportato in ambulanza presso l’Ospedale S. Maria della Misericordia di Perugia per accertamenti e cure.

Silvia Sigali Parasecolo