Agosto: giornate di intenso lavoro per il S.A.S.U.

Numerosi gli interventi effettuati in questi giorni dal Soccorso Alpino e Speleologico Umbria.

 Alcuni di ricerca persone scomparse: la prima il 5 a Collelungo di San Venanzo dove era scomparsa una donna, poi ritrovata a Marsciano dai Carabinieri, poi l’11 con l’invio di una unità cinofila in Abruzzo per la ricerca di un cinquantenne, purtroppo ritrovato deceduto il 17 a circa 8 chilometri dal punto dove aveva lasciato la macchina. Sempre il giorno 11 una squadra specializzata in soccorso in forra è stata trasportata in una forra della Maiella in Abruzzo per ispezionare la Valle dell’Inferno alla ricerca di una ragazza ungerese scomparsa. Un’impegnativa ricerca in una zona molto impervia caratterizzata da roccia instabile e molto scivolosa, grandi accumuli di ghiaccio e neve che hanno costretto i tecnici ad utilizzare anche ramponi e picozze. Tracce della ragazza individuate intorno alle 23.00 hanno costretto la squadra ad approntare un bivacco notturno all’interno della forra. Nella notte altre squadre sono partite dall’Umbria per dare il cambio ad alcuni tecnici abruzzesi da giorni impegnati nelle ricerche.  Alle prime luci dell’alba, l’attività è ripresa e, grazie agli oggetti rinvenuti dalla squadra umbra alla confuenza tra la forra della Valle dell’Inferno e la forra di Valle Romana, dopo aver percorso un dislivello di circa 1450 metri, tutte le squadre sono state dirottate nella zona ed in poche ore la ragazza è stata ritrovata in buone condizioni fisiche. Giusto il tempo di abbracciare la ragazza ritrovata e siamo stati chiamati per la ricerca di un escursionista scomparso nella mattinata nei sentieri tra il lago di Piediluco ed Arrone, una squadra è partita da Terni, mentre anche i tecnici di ritorno dall’Abruzzo si sono velocemente diretti nella zona delle ricerche, l’escursionista individuato in una fitta zona boschiva, raggiunto dai tecnici del S.A.S.U. e verificati i problemi ad una gamba è stato medicalizzato da una infermiera del Soccorso Alpino e Speleologico Umbria ed insieme ad una squadra dei Vigili del Fuoco trasportato con la barella in una zona dove la vegetazione meno fitta ha permesso il recupero al verricello con l’elicottero dei Vigili del Fuoco, per poi consegnarlo al personale del 118. Nel tardo pomeriggio di sabato 13 siamo intervenuti nei Monti Sibillini per un pilota di parapendio precipitato. Grazie al coordinamento con la sala operativa del Servizio Protezione Civile della Regione Umbria e la sala operativa regionale del Corpo Forestale dello Stato, due tecnici del S.A.S.U. sono stati immediatamente trasportati dall’elicottero NH 500 del Corpo Forestale dello Stato, di stanza a Foligno per l’attività estiva di antincendio boschivo, fino al luogo dell’incidente. Altre squadre sono poi convogliate via terra da Perugia e Terni. Il recupero dell’infortunato è stato poi possibile nella notte grazie ad un elicottero HH 3F dell’Aeronautica Militare.

Nove invece gli interventi in questi giorni lungo i sentieri della Cascata delle Marmore: malori, contusioni e fratture le cause.

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Monti Sibillini: precipita parapendio

Le squadre del SASU (Soccorso Alpino e Speleologico Umbria) sono intervenute nelle vicinanze di Monte Calarelle, in zona Castelluccio di Norcia, per recuperare un parapendio precipitato oggi pomeriggio.

La richiesta di soccorso è partita immediatamente, quando cioè il pilota, in fase di atterraggio, per un errore fatale ha compromesso la manovra. A causa delle lesioni riportate non è stato però possibile il trasporto con automezzi, data la strada sterrata e molto accidentata. E’ stato quindi allertato l’elicottero NH500 del Corpo Forestale dello Stato di base a Foligno per la campagna antincendi dell’area boschiva, che ha trasportato due tecnici di Elisoccorso del CNSAS (Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico) nel luogo dell’incidente, mentre altre squadre a terra del Soccorso Alpino e Speleologico sono convogliate sul posto da Perugia e Terni. Sul posto erano presenti i Carabinieri di Norcia, il 118 e una squadra di Vigili del Fuoco.

Le dimensioni ridotte dell’elicottero non hanno permesso il recupero della barella dell’infortunato e quindi, a causa dell’insorgere della notte, è stata allertata l’Aeronautica Militare che ha fatto decollare un elicottero HH3F militare abilitato al volo notturno in modalità NVG (Night Vision Goggles ovvero visori ad intensificazione di luce per il volo notturno).

Il ferito è stato trasportato all’Aviosuperficie “Leonardi” di Terni che ha aperto appositamente la struttura per permettere l’atterraggio dell’elicottero. Un ambulanza del 118 lì ha atteso il ferito per trasportarlo all’Ospedale di Terni. 

Recuperata salva la ragazza dispersa da sei giorni sulla Maiella

Il passare del tempo non ha fatto desistere i soccorritori impegnati sulla Maiella alla ricerca di Sarolta Tripolszky, la ventenne escursionista ungherese dispersa da sei lunghi giorni.
I tecnici soccorritori sono infatti riusciti a trovare nella tarda mattinata di oggi la ragazza
ancora viva ed in buone condizioni di salute.
Le ricerche, coordinate dalla Prefettura di Chieti e dirette sul posto dal Corpo Nazionale
Soccorso Alpino e Speleologico, erano partite lo scorso lunedì, dopo l’allarme lanciato dal
gestore del bar del luogo dove la ragazza soggiornava in tenda, insospettito dal suo
mancato rientro.
Oltre 50, in particolare, i tecnici del Soccorso Alpino e Speleologico dei servizi regionali di
Abruzzo, Lazio, Umbria e Marche che si sono alternati giorno e notte nelle delicate operazioni di ritrovamento e recupero.
Indispensabile l’apporto fornito sul posto dai tecnici del Corpo Forestale dello Stato, della
Guardia di Finanza e dei Carabinieri.
Determinante, inoltre, la messa a disposizione da parte del 118 Abruzzo, dell’Esercito
Italiano e della Polizia dello Stato di Pescara, di elicotteri che hanno supportato l’operato
dei soccorritori, grazie al Coordinamento delle Forze Aeree dell’Aeronautica Militare di
Poggio Renatico.
E proprio l’elicottero dell’Esercito Italiano di stanza a Viterbo ha prelevato
dall’aviosuperficie di Terni, nella giornata di ieri, la squadra umbra di tecnici esperti di forra
che dopo aver percorso tutto la Forra dell’Inferno, all’imbocco della successiva forra della
Valle Selva Romana ha trovato effetti personali e tracce di bivacco.

Tutti gli altri tecnici sono stati dunque convogliati in zona e poco dopo mezzogiorno la
ragazza è stata trovata e recuperata in un’area particolarmente impervia dall’elicottero del
118, partito da L’Aquila con a bordo due medici e il tecnico di elisoccorso e trasportata
presso la base di direzione delle operazioni alla Maielletta dove la stessa ha potuto
riabbracciare i propri familiari, nel frattempo giunti dall’Ungheria.
Da rilevare la pronta reazione della giovane escursionista, la quale era riuscita ad inviare
un sms dettagliando le caratteristiche del luogo in cui si trovava e che è sopravvissuta per
così tanto tempo razionando oculatamente alcune barrette alimentari che portava con sé.
La buona riuscita dell’evento è stata garantita dall’ottima collaborazione e dall’efficace
sinergia di tutti i soggetti coinvolti nelle operazioni di soccorso.

Gian Luca Ricciardulli, addetto stampa CNSAS Abruzzo

Ricerca dispersi in Abruzzo

Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria in appoggio ai tecnici abruzzesi da giorni impegnati su due diversi fronti di ricerca dispersi.

Rilevante impegno di uomini e mezzi per il Soccorso Alpino e Speleologico nelle ultime ore in territorio abruzzese.

Numerosi tecnici risultano infatti impegnati da diversi giorni contemporaneamente su due fronti di ricerca.

Il primo è relativo alle ricerche di Sarolta Tripolszky, la ragazza ungherese scomparsa sulla Maiella da sabato scorso. Sul posto, coordinati dalla Prefettura di Chieti, gli uomini del Soccorso Alpino e Speleologico e gli agenti della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale, per un totale di circa trenta soccorritori coadiuvati dall’elicottero del 118 e del Corpo Forestale.
Il territorio da esplorare è talmente insidioso che, a dar manforte ai soccorritori abruzzesi, nel primo pomeriggio di oggi una squadra del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria, composta da un infermiere e quattro tecnici specializzati in recupero in forra, è stata prelevata dalla aviosuperficie di Terni e trasportata in loco dall’elicottero dell’Esercito di stanza a Viterbo.

Il secondo fronte di ricerca è invece concentrato nel territorio della Riserva Naturale di Zompo Lo Schioppo nel comune di Morino (AQ) dove, per il quarto giorno consecutivo, sono proseguite per le ricerche di D.C. cinquantenne disperso da domenica scorsa.
Oltre 20 tecnico dei corpi di soccorso, Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese e laziale, Corpo Forestale dello Stato, Guardia di Finanza, Vigili del Fuoco e Carabinieri, affiancati da oltre 20 tra volontari della Protezione Civile di Avezzano e persone del luogo, hanno continuato a perlustrare i ripidi pendii boscosi e rocciosi sopra la frazione di La Grancia.

Poiché le ricerche al momento non hanno dato nessun risultato, per questa notte è previsto l’arrivo di due unità cinofile una del Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria e l’altra delle Marche che cominceranno ad operare immediatamente.

Nella tarda notte di oggi partiranno inoltre altre squadre del Soccorso Alpino Umbro, sia di Perugia che di Terni a supporto di entrambi i fronti di ricerca in territorio abruzzese.

chiara borgarelli

L’Italia e Ploner ancora campioni del mondo di deltaplano

 

Dopo dodici anni i cieli italiani, e per la terza volta il territorio umbro, sono tornati ad essere protagonisti di uno sport che sa sempre offrire forti emozioni. Due settimane di mondiale rese difficili della perturbazione che ha portato maltempo e forti venti: condizioni pericolose per il volo in sicurezza dei piloti. E’ per questo che commissione piloti e commissione sicurezza hanno potuto dare il via a sole due gare (task) che hanno però regalato forti emozioni a chi era presente ai decolli e in particolare in atterraggio, dove i deltaplanisti hanno mostrato performance spettacolari che pochi sport sanno regalare.

Si è svolta questa mattina la cerimonia di chiusura del diciottesimo mondiale alla quale hanno partecipato i 146 piloti, provenienti da 35 nazioni differenti, i loro accompagnatori, gli oltre trenta ragazzi dello staff organizzatore dell’evento e le autorità locali. Così come nel giorno di apertura della manifestazione sportiva, anche oggi il sole era presente in piazza Martiri dove alle 10.30 il corteo degli sbandieratori di Gubbio ha coinvolto i presenti con musica e arte del gioco della bandiera. A seguire il corteo si è spostato nel parco di Villa Anita dove hanno avuto luogo le premiazioni. Gli interventi dell’assessore allo sport della Provincia di Perugia Roberto Bertini e il sindaco di Sigillo Riccardo Coletti hanno ringraziato Flavio Tebaldi, team leader e organizzatore del mondiale, il suo “splendido team” e i piloti che hanno partecipato, sottolineando la soddisfazione per la buona riuscita delle gare e per il sano spirito agonistico portato in questi giorni nel territorio umbro, nonostante il tempo non sia stato favorevole. Presente per la prima volta a Sigillo anche il presidente dell’Aero Club d’Italia senatore Giuseppe Leoni che, constatando la vocazione naturale della zona per il volo libero, ha promesso di impegnarsi per far sì che Sigillo possa diventare il fulcro italiano della scuola estiva di volo libero. “La nostra squadra di deltaplano è sul podio più alto – puntualizza Leoni – e percorriamo in volo oltre200 chilometri, molti di più rispetto ad altri sport che preferiti dai media”. Ringraziamenti anche da parte di Tebaldi verso istituzioni, elo staff, oltre all’Aero Club che ha permesso la candidatura dell’Italia a questi mondiali.

Una manifestazione davvero riuscita, grazie alla sinergia tra Regione, Provincia, operatori, assessori dei paesi del comprensorio, partner, sponsor, la collaborazione con l’Associazione OperatoriParco del MonteCucco rappresentati da Francesca Fantozzi e naturalmente grazie anche alla partecipazione del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino nei suoi rappresentanti della Regione Umbra che in ogni giornata di volo sono stati presenti, con tecnici a terra e tecnici di  elisoccorso, a presidiare le zone di interesse.

Ufficio Stampa del Mondiale: Barbara Valla

Il CNSAS a “Dottori in prima linea”

Nella puntata scorsa di “Dottori in prima linea” in onda su La7, tra gli altri argomenti è stato illustrato l’intervento del Soccorso Alpino e Speleologico per liberare uno speleologo rimasto bloccato da un masso nella grotta dei Guardiani a Carpineto Romano. Tra i tecnici intervenuti ne erano presenti molti appartenenti al SASU

Monte Cucco: a lieto fine incidente a deltaplanista tedesco

Si è concluso senza alcuna conseguenza per un pilota tedesco di deltaplano l’incidente verificatosi stamani nei pressi di Sigillo. 

Alle ore 12,27 il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria è stato allertato a seguito di una chiamata da parte di un altro deltaplanista che aveva avvistato il pilota precipitare.

Ancora da chiarire le cause dell’incidente che hanno costretto il pilota ad attivare, ad una quota di circa 350 metri di altezza dal suolo, i paracadute di emergenza.

Immediato l’intervento della squadra del Soccorso Alpino e Speleologico presente al decollo sud di Monte Cucco. La squadra ha raggiunto via terra il luogo dell’incidente grazie alle coordinate geografiche comunicate dall’altro pilota via radio.

Nonostante i gravi danni riportati dal deltaplano, il pilota tedesco fortunatamente è uscito completamente indenne dalla brutta avventura.

chiara borgarelli

Ritrovato il ragazzo scomparso ad Otricoli.

22 luglio 2011 – Ore 20:15

Si sono concluse nel migliore dei modi le ricerche di P.H. il ragazzo tedesco che ieri pomeriggio, dopo una reazione abbastanza violenta in seguito ad una lite con l’amica che lo ospitava, si è allontanato da casa sfuggendo al controllo del suo tutore.

Dalle 13.00 di oggi, momento in cui è partita la denuncia, ha operato la squadra dell’Umbria del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico, con anche una unità cinofila da ricerca in superficie (UCRS).

I tecnici del CNSAS hanno diretto le ricerche di un’area di circa 45 ettari, ispezionandone 15 ettari reali. Oltre ai Carabinieri, ai Vigili del Fuoco e alla Polizia Municipale, alle ricerche si sono aggiunti anche una quindicina di volontari della Protezione Civile La Rocca di Poggio (di Otricoli).

Alle ore 20.30 circa le operazioni sono state interrotte in quanto, nei pressi della Stazione di Narni Scalo, è stata ritrovata la bicicletta del ragazzo scomparso. Ci è voluto poco per Carabinieri e Polfer che, con un’attenta ricerca, lo hanno ritrovato proprio nei pressi della Stazione in buone condizioni. Il ragazzo sarà sottoposto agli accertamenti del caso.

Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU


Scompare ragazzo tedesco ad Otricoli. Il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) coinvolto nelle ricerche.

E’ arrivata alle 13.00 di quest’oggi la denuncia di scomparsa di  P.H. giovane ragazzo tedesco ospite, grazie ad un’associazione per il reinserimento sociale, presso un’amica ad Otricoli (TR). L’allontanamento sembra possa essere ricondotto ad una complessa situazione psicologica, secondo quanto avrebbe riferito l’operatore che lo aveva in custodia. Nel pomeriggio di ieri una banale lite con l’amica che lo ospita, aveva causato in lui una reazione abbastanza violenta che poi lo avrebbe portato ad allontanarsi di casa inforcando la bicicletta e sfuggendo, nel giro di pochi attimi, al controllo del suo tutore.  L’attesa e le ricerche di amici ed operatori, fra ieri sera e questa mattina, che inizialmente pensavano ad un allontanamento della durata di poco tempo, non hanno portato alcun esito e verso l’ora di pranzo decidono di sporgere denuncia alle autorità competenti. Data la morfologia del luogo e l’impervietà di molti sentieri limitrofi, è stato da subito allertato anche il Soccorso Alpino e Speleologico dell’Umbria (SASU) che ora si trova sul posto con quattro squadre a terra ed un’unità cinofila per proseguire le ricerche del quattordicenne.

Silvia Sigali Parasecolo

Addetta stampa SASU


Manovre di recupero in forra: il soccorso alpino e speleologico si addestra

Belluno, 21-07-11
Un salto di qualche metro in una pozza d’acqua, il piede che urta la roccia e il dolore che impedisce di proseguire e uscire dalla gola divenuta una trappola. Questo è un esempio di emergenza cui sempre più spesso il Soccorso alpino e speleologico è chiamato a far fronte, da quando è diventata  più praticata e diffusa la disciplina del torrentismo o canyoning, ovvero ridiscendere lungo le forre disegnate dai torrenti di montagna, armati di muta, caschetto, imbrago e corde. Per affinare simili  operazioni, nei giorni scorsi si è svolta nel torrente Soffia, nel comune di Sospirolo, la simulazione del recupero di un ferito in torrente, che ha coinvolto 42 tecnici: 22 qualificati per questo tipo di intervento, 15 operativi nello ‘sforramento’ della barella, 5 coordinatori dell’esercitazione nel Centro mobile del Soccorso alpino. L’addestramento prevedeva che la squadra forra raggiungesse l’infortunato, per medicarlo, caricarlo nell’apposita barella a tenuta stagna e trasportarlo lungo l’alveo, superando salti di diverse decine di metri con calate più e meno impegnative, fino al punto di uscita. Da lì la barella era affidata alla squadra alpina per lo sforramento: il recupero dall’alto della barella dal greto (rimasta nel vuoto per 65 metri) e il trasporto per un centinaio di metri di dislivello in salita nel bosco verso la strada sterrata.
L’esercitazione, iniziata alle 18 e conclusa con l’arrivo del ferito a mezzanotte sulla strada per Gena Alta, si è svolta in condizioni climatiche non favorevoli, ma che non hanno ostacolato il raggiungimento degli obiettivi in programma, uno su tutti la collaborazione tra squadra alpina e squadra forra, fondamentale per affrontare questo tipo di interventi. E’ stato poi possibile comprendere dinamiche e tempistiche reali, nonchè  localizzare i vari punti di sforramento e di accesso per la barella e per la squadra. Sono infine state testate, vista la particolare complessità orografica degli scenari, le diverse possibilità di comunicazione radio tra il Centro mobile di Coordinamento e le squadre all’interno del torrente. All’evento, organizzato dalla 6a Delegazione speleologica Veneto-Trentino Alto Adige con la 2a Dolomiti Bellunesi, in collaborazione con il Parco nazionale Dolomiti Bellunesi, hanno preso parte anche soccorritori abilitati all’intervento in forra provenienti dalla 4a Delegazione speleo Umbria e dalla 11a Marche.

Scritto da Michela Canova

ASD Soccorso Alpino e Speleologico Veneto