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MONTAGNA&NEVE: LE RACCOMANDAZIONI DEL SOCCORSO ALPINO E SPELEOLOGICO UMBRIA (SASU)

Con l’arrivo delle prime nevicate sulle nostre montagne è bene ricordare che ammirare e frequentare le nostre vette innevate, richiede anche di adottare alcuni accorgimenti per evitare spiacevoli situazioni.

Pianificare l’uscita, anche una semplice passeggiata o un giro in auto, richiede di affrontare situazioni compatibili con le proprie capacità, un abbigliamento adeguato e mezzi in grado di muoversi su ghiaccio e neve. Prestare attenzione al meteo ricordando che in montagna i cambi repentini di temperatura sono frequenti e che la nebbia e il buio arrivano già nelle primissime ore del pomeriggio.

Ricordiamo anche che le stesse attenzioni vanno rivolte agli animali che si portano con sé.

Per i gli escursionisti, in particolare: SEMPRE CON VOI ARTVA, SONDA E PALA E SOPRATTUTTO IMPARATE A USARLI NEL MODO CORRETTO!

I dispositivi di autosoccorso, Artva, sonda e pala, sono in assoluto i primi a potervi aiutare nel caso di coinvolgimento da valanga, per individuare chi dovesse rimanere sepolto e iniziare ad estrarlo dalla neve. I soccorsi, pure i più veloci e vicini, arriveranno sempre dopo. In caso di gite fuoripista, con rischio elevato come in questi giorni, lungo itinerari all’apparenza sicuri possono verificarsi distacchi di neve.

Come gli scialpinisti, anche chi indossa ciaspole o scarponi non è esentato dal preservare sé e i propri compagni. Ovviamente, oltre a dotarvi dell’opportuna attrezzatura (con Artva controllato e funzionante, acceso e in trasmissione quando siete in movimento) dovete essere pronti a utilizzarla nel modo corretto.Scegliere con cura le zone dove conviene fermarsi evitando di attardarsi sotto grandi pendenze o creste poiché il pericolo può venire dall’alto: valanghe naturali o valanghe provocate da altri sciatori che hanno tagliato il pendio appena sopra, scivolamenti di neve o caduta di seracchi.

10 regole da ricordare

1. Indossare l’ ARTVA e controllarne il funzionamento prima di iniziare l’attività.

2. Muoversi il più possibile lungo le creste e le dorsali, utilizzando i punti sicuri del terreno, come le rocce, gli alberi, i tratti pianeggianti.

3. Evitare le zone sottovento e/o dominate da cornici di neve.

4. I pendii aperti ed uniformi, o quelli che presentano bruschi cambi di pendenza, sono da considerarsi sospetti.

5. In caso di manto nevoso instabile, non avventurarsi su pendii con inclinazione superiore a 30 gradi.

6. Evitare l’attraversamento (taglio) di pendii aperti.

7. Quando non c’è modo di evitare l’attraversamento, il pendio deve essere tagliato il più in alto possibile.

8. La salita e discesa di un canalone deve avvenire sempre verticalmente e lungo i margini.

9. Evitare assolutamente l’attraversamento di zone che confluiscono in crepacci, salti di roccia, pietraie affioranti o altre insidie.

10. Le vecchie tracce non sono indice di sicurezza, in quanto nel frattempo la situazione può essere mutata. Anche le tracce di animali non danno garanzie.

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